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martedì 22 novembre 2016

Il primo anno con Uccio

Oggi Ferruccio compie un anno. La notizia è questa, tutto il resto è opinione (questa Ferruccio è una nota fondamentale, viviamo nell'epoca della Post-Verità hanno detto quelli dell'Oxford, e poi te l'ho già spiegato ieri sera, ma tu, ingrato, ti sei addormentato). 

A cominciare dal dire quanto tu abbia incredibilmente arricchito la nostra casa, un'opinione appunto — invece che tu hai aumentato in modo clamoroso le difficoltà di contenimento dei mocciosi che in questa casa vi circolano è un fatto. 

Ferruccio, detto Ferruz dalla sorellona, per tutti gli altri Uccio, sei una "catramina" — questo lo dice mio padre e non si riferisce all'olio di catrame vegetale, "per lo più di conifere, un tempo usato in molti farmaci per le sue proprietà espettoranti e diuretiche": no, il nonno lo dice per sottolineare la tua, diciamo vivacità esplosiva: tipo una super-mina, facciamo così. 

Un giorno, se Google non ci manda tutti a fare l'oblio, tu Catramina sarai sufficientemente grande da leggere questo post, e dunque visto che poi, come al solito, io non sarò sufficientemente bravo per dirtelo, vorrei che capissi attraverso queste righe quanto sei importante, quanto dobbiamo ringraziarti ogni ora, quanto è bello che tu sia tra noi. Come fartelo capire è dura, a me viene più facile parlare delle relazioni economico-militari tra Russia e Iran e dei risvolti per la stabilità mediorientale.

Fai così, considera quanto può essere grande per me mettere nero su bianco il mio amore. Anzi, cancella "amore" che poi quando sarai adolescente e bazzicherai bar e social network magari qualcuno lo legge e ti ci percula. Dunque, che resta? Restiamo noi, e in fondo spero di essere più bravo come padre che come scrittore (qui inteso, chiaro, come colui che ha scritto). 

Tanti auguri, Sorbole! 

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