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venerdì 27 novembre 2015

Turchia abbatte jet della Russia, tutti i dettagli

(Pubblicato su Formiche)

Un aereo da combattimento è stato abbattuto al confine tra Siria e Turchia. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha dichiarato che si tratta di un Sukhoi Su-24 dell’aviazione di Mosca.

La versione di Ankara. La Turchia sostiene che l’aereo è stato colpito dopo aver violato lo spazio aereo turco. Il jet avrebbe ricevuto dieci avvisi nel giro di cinque minuti prima di essere colpito dai caccia F-16 turchi. La Reuters cita fonti militari che sostengono che prima della vicenda già un altro velivolo aveva violato lo spazio aereo turco e aveva ricevuto gli stessi segnali di avvertimento.

La Russia. Mosca nega la versione di Ankara e sostiene di avere le prove che il jet non ha mai lasciato lo spazio aereo siriano. Tuttavia le tv di stato in Russia dichiarano che l’aereo è stato abbattuto da missili lanciati da terra, probabilmente opera dei ribelli siriani. Per media russi, l’abbattimento sarebbe stato possibile se chi ha sparato si fosse trovato sulla cima di una collina, considerando che il jet volava a bassa quota.

Il video. La tv turca Habertürk ha mostrato per prima le immagini di un aereo che precipita in una foresta, in una zona montuosa nel nord della Siria. Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe proprio del Sukhoi Su-24.

I piloti. Non sono chiare le sorti dei due piloti, che si sarebbero eiettati dal velivoli prima dello schianto al suolo. Alpaslan Celik, vice comandante delle forze turkmene in Siria (che si oppongono al regime, e dunque ai russi), ha dichiarato che i suoi miliziani hanno sparato sui due piloti mentre scendevano col paracadute e li avrebbero uccisi entrambi. I ribelli dell’Alwiya Al-‘Ashar, un gruppo interno dell’Esercito siriano libero, hanno mostrato anche un video di uno dei due piloti morti: Associated Press dice che i ribelli hanno fatto sapere che il pilota del video è morto durante l’atterraggio, prima di toccare terra. Sempre i ribelli avrebbero colpito un elicottero russo impegnato nei soccorsi, colpendolo con un lanciarazzi anticarro Tow mentre era a terra. Anche di questo episodio c’è un video, ma entrambe i filmati non sono stati effettivamente verificati, anche se alcuni analisti, come per esempio Charles Lister della Brookings Institution, ritengono quest’ultimo credibile. Quello che è certo, è che il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver perso i contatti con i due piloti poco dopo l’avvio della procedura di “Eject!“. Un ufficiale dell’esercito turco ha comunicato alla Reuters che invece i due piloti sarebbero entrambi vivi.

Un “agguato”? La Cnn Turk ha mostrato immagini radar che sembrano dimostrare che l’aereo militare russo avesse brevemente sorvolato la Turchia: sembra che lo sconfinamento sia durato appena 9 secondi. Dunque i due F16 turchi erano già pronti in agguato per intervenire?

La zona. L’abbattimento è avvenuto nella regione di Latakia. L’aerea è quella difesa in dall’inizio dell’intervento russo, perché racchiude la minoranza di potere alawita, la setta sciita da cui proviene il presidente Bashar al-Assad. Sono in corso scontri tra i ribelli e le forze fedeli al regime. La zona è stata bombardata più volte dall’aviazione russa e siriana, anche se non sono note posizioni occupate dall’Isis. L’aereo è precipitato presso la cittadina siriano-turkmena di Bayirbucak.

I turcomanni. In questi giorni la Turchia ha messo in guardia sui raid del regime contro la popolazione turcomanna, che colpita dall’aviazione di Assad è stata costretta a fuggire dal nord della Siria. Ankara ha promesso un’azione in difesa. È in quella stessa regione che l’aereo russo si è schiantato al suolo. «Non è un coincidenza» ha scritto Guido Olimpio sulCorriere della Sera.

Diplomazia. Domani era previsto l’arrivo a Ankara del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov: c’è molta attività diplomatica in questi giorni, riguardo al futuro del regine siriano, punto nevralgico attorno a cui si scontrano ke posizioni russe e quelle occidentali e Turche. Lavrov ha consigliato ai cittadini russi di non recarsi in Turchia in questi giorni.

Versioni diverse. La discrepanza di versioni tra i due Paesi coinvolti nella vicenda del velivolo è un fatto notevole. Se la Russia sembra stemperare gli animi, addossando le colpe ai ribelli, dall’altro la Turchia continua ad intestarsi la responsabilità.

Il Pentagono. Il portavoce del dipartimento della Difesa americana, il colonnello Steven Warren, ha spiegato in conferenza stampa che quanto accaduto è un affare tra Turchia e Russia che non rientra tra gli interesse americani, in quanto Washington è focalizzata sulla guerra all’Isis. Barack Obama, in conferenza congiunta dopo il vertice alla Casa Bianca con il capo di stato francese François Hollande, ha invitato la Russia a spostare altrove gli obiettivi delle proprie operazioni in Siria, perché in quelle aree non colpiscono lo Stato islamico ma stanno soltanto aiutando il regime.

Rapporti. Tra Turchia e Russia sono in piedi importanti accordi economici: la Russia è il secondo partner commerciale della Turchia. Il grosso è sostanzialmente legato al flusso di prodotti energetici. Un esempio, il gasdotto “Blue Stream”,made in Gazprom, che passa per la Turchia ed è in via di accrescimento (arriverà a 19 miliardi annui), o il Turkish Stream. In più i russi si sarebbero dovuti occupare della realizzazione di una centrale nucleare in Turchia. Altro aspetto cruciale, il controllo del Bosforo, canale lungo il quale passano tutte le rotte russe per il Mediterraneo, compreso quelle che trasportano aiuti militari al contingente che Mosca ha schierato in Siria.

Sconfinamenti. Quello avvenuto oggi non è il primo episodio di sconfinamento aereo sopra i cieli della Turchia. Già in passato era successo con aerei siriani, e una volta nel 2012 un Phantom F4 turco era stato tirato giù dalla contraerea siriana sempre per la violazione dello spazio aereo. Nel marzo 2014, un caccia di Damasco era stato abbattuto dall’aviazione di Ankara: il presidente Recep Tayyp Erdogan in quell’occasione definì l’abbattimento una “necessaria risposta forte” alle violazioni del proprio spazio aereo. Questo genere di affermazioni sulla propria sovranità aerea Erdogan le aveva ripetute non più tardi del 6 ottobre. Negli ultimi mesi alcuni aerei russi avevano violato lo spazio aereo turco, ma non c’erano mai stati “incidenti” del genere. Il governo del premier Ahmet Davutoglu aveva cercato chiarimenti sui movimenti dei velivoli di Mosca, richiamando anche i vincoli con la Nato. Oggi è prevista una riunione di emergenza dei vertici dell’alleanza.

Un evento storico. Da quando nel 1949 fu firmata l’alleanza, non è mai accaduto che un membro della NATO abbattesse un caccia sovietico/russo. Il presidente russo Vladimir Putin ha reagito con freddezza e misurazione, magari pensando ad usare la carta dell’abbattimento su altri tavoli. Tuttavia Putin, durante un incontro con re Abdullah di Giordania, ha dichiarato: «E’ una pugnalata alle spalle, fatta da complici dei terroristi. Ci saranno conseguenze significative nelle relazioni tra i due paesi». (Quando Putin dice “complici dei terroristi” fa riferimento alle accuse rivolte alla Turchia di sostenere indirettamente lo Stato Islamico per via della sua lotta contro i curdi, che a loro volta combattono il gruppo estremista). I riavvicinamenti tra Russia e Occidente visti dopo l’attacco dell’Isis a Parigi, che riguardavano la possibilità di congiungere gli sforzi per combattere il Califfato, potrebbero effettivamente venire meno davanti ai fatti di oggi.

Meanwhile, in Israele. Analisti segnalano su Twitter che nel frattempo dei caccia israeliani hanno colpito postazioni in Siria. È la quinta volta che questo accade dall’inizio dell’intervento russo, circostanze mai confermate dal governo di Tel Aviv, ma che secondo molti fanno parte della nota strategia con cui Israele si arroga il diritto di colpire quelli che ritiene pericoli per la propria sicurezza nazionale: essenzialmente possibili passaggi di armi diretti ad Hezbollah, che poi il gruppo libanese potrebbe usare contro Israele.

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