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venerdì 30 ottobre 2015

L'Occidente morto di noia

Victor David Hanson è uno storico americano: è un democratico, ma è odiatissimo dai democratici dei circoli liberal più alla moda perché ha votato George W. Bush, era favorevole alla guerra al terrorismo ed è un convinto sostenitore della superiorità culturale del modello occidentale. Sul National Interest ha scritto molti articoli di riflessione sulla decadenza (per noia) dell'Occidente e sull'accettazione di questo da parte di declinisti convinti ─ tutti Occidentali ovviamente, tutti incapaci di rinunciare a ciò che l'Occidente offre, ma tutti in prima linea quando serve di attaccarne i cardini. Tra l'altro è curioso pensare come questa fase di autodeclino patetico, stanco, remissivo, involutivo, espiatorio, arriva per colpa dell'assenza di leadership forti (in America e in Europa), «risuonando ancora più paradossale se si pensa che la cultura occidentale non è mai stata tanto potente e riconoscibile».
«Guardatevi attorno: le trenta università migliori del mondo nelle facoltà di scienze, tecnologia, ingegneria, medicina e informatica sono americane, inglesi, europee; la West coast degli Stati Uniti “ha cambiato il modo in cui tutto il mondo vive”, con Apple, Amazon, Google, Facebook e le infinite app più o meno disruptive che conosciamo; la capacità della “paccottiglia pop americana” di circolare in tutto il globo è quasi spaventosa, dagli psicodrammi di Hollywood alla volgarità dei rap è tutta egemonia culturale; pur con i tagli alla difesa, gli Stati Uniti continuano ad avere il potere militare convenzionale più grande di quasi tutto il resto del mondo messo assieme; gli imprenditori del petrolio americani hanno cambiato tutti i calcoli energetici globali; soprattutto: milioni di persone scappano dalle loro case per arrivare in Europa. Non vanno in Russia, in Cina o in India, “l’immigrazione è una strada occidentale a senso unico”, “coloro che se la prendono con l’occidente, come fanno le élite occidentali stesse, vogliono tantissimo viverci dentro”. Non c’è forma di attrazione più grande di quella esercitata dall’occidente, non c’è alcun altro posto al mondo tanto invitante, per quanto non sempre molto accogliente, eppure l’occidente sta morendo. O forse è già morto?, chiede Victor Davis Hanson con una delle sue letali domande retoriche. Il paradosso è questo: c’è la dominanza culturale, sociale, tecnologica, e allo stesso tempo c’è l’assenza di leadership, di visione, di proiezione di una strategia chiara ed efficace nel mondo». (Paola Peduzzi, il Foglio)

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