Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

martedì 10 marzo 2015

Obama hugs

L'abbraccio a Selma tra Barack Obama e John Lewis, esponente storico dei diritti civile americani ─ che a Selma, quel 7 marzo del 1965 era in prima fila ─ è un'immagine di una potenza straordinaria.

Non amo Obama, ma l'intensità del messaggio che lascia passare anche mentre compie gesti semplici (come un abbraccio o mentre mangia il pollo fritto a un fast food) è leggendaria. Resterà, e il discorso fatto proprio pochi giorni fa a Selma ne è piena testimonianza, come il più grande oratore di tutti i tempi; lascerà dei buchi sulla sua Amministrazione ─ gli errori in Medio Oriente, la sgangherata visione unipolare, la politica internazionale debole, i tratti pragmatici, e via dicendo ─ ma sarà l'uomo che ci ha insegnato la comunicazione (politica) contemporanea, colui che ha dato luce al grigiore dei completi marroni di Occhetto, quello che farcendolo di citazioni pop, ha riempito di umanità il ruolo di Capo del mondo libero e ce lo ha avvicinato.

E sarà pure, il più bello abbracciatore di tutti i tempi: perché è ovvio che chiunque occupando quel ruolo si troverà davanti migliaia di abbracci, ma poi bisogna pure saperli dare.

l'abbraccio più famoso: con la moglie Michelle,
nella foto con cui ha comunicato al mondo
la sua rielezione alla Casa Bianca

Camp Victory, a Baghdad,
con le mani dei soldati che si allungavano per stringerlo

con la veterana, mutilata, di guerra (in Iraq) Tammy Duckworth

il mitico twet "Need an hugs", mentre si fa abbracciare
da una bambina di tre anni prima di una foto nello studio ovale

e il bear hug del pizzaiolo in Florida (quale altro Prez avete visto così?)

con Donna Vanzant, abitante di North Point Marina (cittadina del New Jersey),
rimasta senza niente dopo la furia dell'uragano Sandy 

con Nina Pham, l'infermiera americana guarita dall'Ebola

con una donna che ha potuto beneficiare dell'Affordible Care
 

E ancora, ancora, sempre con quell'intensità leggendaria







Nessun commento:

Posta un commento

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie