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sabato 7 marzo 2015

Note sulla strategia dell'IS in Libia

La strategia dell'IS in Libia ormai è abbastanza chiara ─ basta guardare i kunya (nom de guerre) dei vari combattenti. Il Califfo sta spedendo in territorio libico, molti dei suoi da varie zone (Yemen, Siria, Iraq, Arabia Saudita, Tunisia, Sudan).

Lo scopo è provocare una reazione della Comunità internazionale ─ per questo, oltre che per i soldi, sta concentrando gli attacchi sui pozzi petroliferi.

La provocazione è mirata a spingere qualche tipo di "forza internazionale" ad un intervento di terra, che sarebbe linfa per la propaganda del Califfato. Una jihad nuova di zecca, da combattere su un terreno dilaniato dalla guerra civile. Perfetto.

Nota: l'espansione in Libia, non è una semplice diffusione del brand, ma è una pianificazione attenta e di lunga durata, che parte direttamente dall'Iraq. Uomini dell'IS sono stati inviati sul suolo libico da al Baghdadi, per approfittare del vuoto di potere creato dalla guerra civile e costruire una nuova provincia dello Stato Islamico. Non si tratta semplicemente di gruppi locali che poi hanno fatto il baya. Lo stesso vale per il Khorasan, Af/Pk.


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