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venerdì 28 novembre 2014

Salvini, Casa Pound, il Front National, la Russia e la Siria: tutti insieme

(Da Facebook)

Come noto, Wallerand de Saint-Just, il tesoriere del Front National, ha ammesso di essere stato costretto a rivolgersi a una banca russa amica del governo Putin per ottenere un prestito: si dice che siano 40 milioni di euro ─ più di quelli sparati dallo scoop di Mediapart.

Come altrettanto noto, molti partiti italiani, vorrebbero essere al posto di Marine Le Pen, e incassare senza troppe remore i soldi di Zar Vlad. Per primo, il nuovo frontman della destra italiana, Matteo Salvini, che ha pure speso tempo in un viaggio in Russia, ma non è riuscito a portare a casa niente. E dire che il Salvini il cuoricino a fianco a Putin ce lo mette, eh. (La Lega non è sola, sia chiaro: Repubblica si è occupata di fare un elenco di quelli che vorrebbero accedere al bancomat di Moscahttp://www.repubblica.it/…/il_bancomat_di_putin_per_i_nazi…/).

Il Front National, però, a differenza dei nostri italici amici, ha sempre avuto posizioni più secche, nitide, sicure: è un partito filorusso, che condivide la linea di Putin dall'elogio dei valori tradizionali, alla rivendicazione dei territori ucraini, passando per la patria e per le mire imperialiste. Sono, insomma, alleati più schietti ─ noi, al solito, siamo un po' cagasotto anche quando vogliamo fare i duri ─ e per questo si sono meritati i quattrini.

Curioso, certo, che FN si muova così, e ancora più curioso che Putin si metta dalla parte di Le Pen. Tanto per ricordare, uno dei motivi scatenanti della azioni in Ucraina, è proprio impedire che i partiti di estrema destra prendessero il controllo del parlamento di Kiev, in quella che la propaganda di Mosca ha descritto come una rivoluzione di filo-nazisti. Invenzione russa, utile per giustificare tutto il putiferio scatenato, che trova nei fatti facile smentita: alle ultime votazioni le formazioni nazionaliste ucraine, come Svodoba e Settore Destra, non hanno nemmeno superato la soglia di sbarramento. Tanto per capirci, invece, ci sono foto in giro di de Saint-Just che fa il saluto fascista agli invitati a una festa del Front. Ma Putin fa finta di niente, e sorvola sul fatto che i fascisti di Le Pen stanno in pratica prendendo la Francia, e quelli ucraini, in pratica, sono scomparsi.

Chi non poteva fare finta di niente, invece, sono i nostrani amici di Casa Pound, che mossi dal nazionalismo russo ─ anche loro un po' disattenti sulle rivendicazioni di Putin sulla vicenda-Ucraina ─ e dai sogni di gloria del FN, corrono dietro alla Le Pen come fossero api al miele. I cugini ricambiano l'affetto, e hanno invitato “Les Italiens de CasaPound” al meeting di sabato 22. Uomini "al servizio" ─ secondo i giornali francesi ─ del fido di Le Pen Frederic Chatillon.
Chatillon è un consigliere politico ufficioso del FN, ma ha molto potere: ora vive a Roma, e gestisce una società di comunicazioni che si chiama Riwal Italia ─ braccio di Riwal France. Riwal curerà la campagna pubblicitaria di CP in Italia, tra l'altro.
La società di Chatillon, secondo quanto raccontato da una giornalista di Mediapart di nome Marine Turchi (la stessa che ha fatto lo scoop degli assegni russi a FN) citata da Daniele Raineri sul Foglio di qualche giorno fa, è abbastanza losca. Infatti Riwal France, attuale filo di collegamento tra Casa Pound e il Front National, ha ricevuto anche finanziamenti (da 100 a 500 mila euro) dal governo siriano di Bashar Assad ─ sì, quel Bashar Assad.
Ufficialmente, e legalmente, i soldi erano serviti, nel 2012, per la promozione della Siria in Francia. Ma a considerare «ogni aiuto ben accetto», come dice Salivini, poi si finisce per prendere i soldi di uno che ha fatto ammazzare quasi duecento mila persone, in tre anni di guerra civile.

Siria, Russia, Front National: roba che te li raccomando.

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