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giovedì 4 settembre 2014

Le reazioni del mondo su Protective Edge, a freddo

Mercoledì Israele ha diffuso le analisi di "debriefing" sull'operazione Protective Edge. I dati saranno discussi in modo appropriato, anche perché sembrano contrastare un po' con quelli molto battuti da una certa stampa e da una certa opinione pubblica durante i 50 giorni dell'invasione di Gaza.

Resta comunque, che l'azione israeliana è stata assolutamente poco proficua: il grosso dispiegamento di forze messe sul campo - forse anche eccessivo - non ha portato i risultati sperati. I tunnel non sono stati completamente eliminati, molte delle "postazioni" di lancio di fatto sono ancora attive, il sentimento anti-israeliano è cresciuto tra i palestinesi (e per la prima volta dal 2007 il consenso su Hamas è tornato intorno al 60%). Inoltre, l'immagine internazionale di Israele è stata fortemente intaccata: troppo forte quello che è stato trasmesso dalle vie di Gaza City in loop globale.

Wikipedia ha ricostruito un'interessante planisfero che indica le reazioni dei vari Paesi del mondo all'offensiva israeliana. Credo sia un altro interessante tassello di analisi e comprensione, in una fase geopolitica complicata come questa.

In Blu i Paesi che hanno manifestato favore al diritto israeliano di autodifesa. In Verde i Paesi che hanno condannato o espresso preoccupazioni per entrambe le parti. In Rosso i Paesi che hanno criticato le azioni di Israele. Nota: la mappa non è molto aggiornata, ma le situazioni sono restate piuttosto immutate.


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