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mercoledì 23 luglio 2014

Panetta sull'Iraq non aveva proprio fatto Tredici, quella volta

Quando nel 2011 l'allora Segretario alla Difesa americano Leon Panetta, in piena enfasi obamiana salutava il ritiro dei militari statunitensi dall'Iraq, commentò:
L’esercito iracheno e la polizia sono state ricostruite e sono in grado di rispondere alle minacce; il livello di violenza è diminuito; al-Qaeda è indebolita; lo stato di diritto si è rafforzato; ci sono nuove possibilità educative e l’economia sta crescendo
La citazione è stata ritirata fuori da Mattia Ferraresi in un articolo sul Foglio.
Poi è arrivato Maliki sostenuto dagli Stati Uniti, il settarismo sciita, i sunniti avvelenati e lo Stato Islamico. E ancora, con i consulenti militari americani già sul terreno, è arrivato anche il rapporto del generale Dana Pittard - pubblicato dal New York Times una settimana fa - che parla delle divisioni etniche e delle infiltrazioni all'interno dell'esercito di Baghdad: oltre la metà o sono sunniti filo-IS oppure sciiti piazzati da Maliki, più leali alle milizie che ai comandanti. In mezzo a tutto c'è anche l'Iran.

Evviva l'inazione.




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