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lunedì 30 giugno 2014

La situazione in Iraq e la rinascita del Califfato

Domenica 29 giugno, primo giorno di Radan, l'ISIS ha dichiarato il proprio territorio "Califfato", termine che si riferisce a un sistema di governo antico, che risale al "primo Islam" e che richiama all'unità politica di tutti i musulmani (Umma). Il Califfo proclamato, il già leader dell'Isis al-Baghdadi, è infatti considerato il successore politico di Maometto (il rappresentante di Allah in terra), guida della Umma.

Decade così la definizione di Isis, che diventa IS, che sta per Stato Islamico. Il portavoce dello Stato, al-Adnani, mentre recitava il discorso sulla proclamazione – tradotto poi in varie lingue – ha invitato i fratelli jihadisti di tutto il mondo, a dichiarare subordinazione al Califfato (a quanto pare, alcuni gruppi si starebbero già muovendo, altri hanno già manifestato il sostegno al vecchio ISIS, come l'Aqim: riportano, per esempio, i media algerini, che c'è movimento al confine libico, dove nelle prossime ore è previsto un summit dei combattenti del Sahel per decidere sul da farsi).

Nel frattempo aumentano le misure di contrasto: gli "advisor" militari americani sono arrivati a circa 800 elementi, dovevano essere 300, ma già 275 erano stati inviati a protezione dell'ambasciata a Baghdad, poi lunedì mentre si annunciava la completa operatività della struttura logistica nella capitale, Obama ha fatto sapere che altri 300 uomini sono in procinto di partire. L'Iran continuerà ad inviare armi, e probabilmente anche forze a terra. Anche la Russia è entrata nel giro: Putin - secondo un'esclusiva del Daily Beast - avrebbe spedito in Iraq piloti dell'Aviazione per guidare i Su-25 che Maliki ha comprato usati da Mosca: la missione, ovviamente, sarà di dare copertura e attacco aereo contro le forze dell'IS.

Tutto però è in continuo divenire, anche a seguito della dichiarazione del Califfato: sull'immenso significato di quanto accaduto sarà via via approfondito in modo più adeguato, intanto per fare il punto della situazione al 29/06, Istitute for Study of War di Washington ha creato una bellissima infografica.



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