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giovedì 26 giugno 2014

Efficienza svizzera

La Svizzera è di nuovo in cima alla classifica di competitività redatta dal World Economic Forum. L'Italia è scesa di sette posizioni: ora è 49esima, dietro Barbados, Mauritius, Panama.

Una riflessione su produttività, efficienza, competitività, e il nostro paese, basata su un paio di classifiche del WEF uscite qualche mese fa, che tornano attuali in questi giorni che precedono le ferie estive. 

Ne ho scritto su The Post Internazionale. Di seguito uno stralcio.
Nel nostro Paese il codice civile indica un minimo di quattro settimane di riposo, con aumenti in base alla contrattazione nazionale. A questi vanno aggiunte le varie festività obbligatorie (Natale, Pasqua, Santi patroni, etc), così che si arriva alle 30-32 giornate annue, che ci permettono di piazzarci al quarto posto tra i paesi più sviluppati.
Il Bel Paese, d'altronde. Il problema però, viene fuori quando si apre la voce produttività: 49esimi. Davanti a noi nazioni come Barbados, Mauritius, Panama; posizione che per altro l'Italia ha leggermente peggiorato rispetto al GCI del 2012-2013 (ai tempi eravamo 42esimi). La questione diventa sociale, se si considera che alla produttività si lega a stretto giro la competitività di un paese.
Dal report del WEF in cui è contenuto l'indice, l'Italia non figura male a livello di sofisticazione del business (27esima) ed è addirittura seconda al mondo per la qualità dei suoi business clusters (interconnessioni geografiche tra imprese). Altro importante punto di forza, è la dimensione del mercato (il decimo al mondo) che consente significative economie di scala.
In Italia, le problematiche di competitività secondo gli analisti si legano a diversi fattori critici ancora irrisolti. A cominciare dalla rigidità del mercato del lavoro e dall’incapacità di generare occupazione. E poi il contesto amministrativo e burocratico macchinoso e arretrato, gli alti livelli di corruzione e criminalità, la scarsa fiducia degli investitori esteri.

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