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lunedì 9 giugno 2014

Colloqui tra Hamas e Stati Uniti

Papa Francesco ha fatto abbracciare il presidente israeliano Peres e il presidente dell’Anp Abu Mazen e invoca un nuovo percorso di pace. La pace richiede «sacrifici e compromessi», ha detto Peres. Abu Mazen ha chiesto «uno stato sovrano e indipendente». Francesco: «Ci vuole più coraggio» (Stampa).

È presto per vedere gli effetti concreti del gesto simbolico: Peres non ha un ruolo nel negoziato, e il suo mandato scade a breve. Il primo ministro Netanyahu invece, non ha voluto commentare l’incontro (Ynet). Haaretz ha parlato di «preghiera vuota» per la pace.

Nel frattempo sono uscite indiscrezioni pesanti, che raccontano di colloqui segreti che gli Stati Uniti avrebbero tenuto da diverso tempo con Hamas, il braccio più radicale dei movimenti politici palestinesi che si è da poco rappacificato con Fatah - l'altra componente. Per ottenere la stabilizzazione dell'area, i funzionari americani avrebbero spinto Hamas a mediare nella formazione del un governo di transizione. Ma Hamas è catalogata come un'associazione terroristica: come può Washington dialogare con essa?

Ne ho scritto su The Post Internazionale.  


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