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giovedì 15 maggio 2014

Il New York Times e Le Monde cambiano direttore

Durante la mattinata di mercoledì 14 maggio è stata diffusa la notizia delle dimissioni di Natalie Nougayrede, direttrice di Le Monde. Poi, nel pomeriggio, è arrivata anche un'altra dimissione di primissimo piano per il mondo del giornalismo mondiale: Jill Abramson, direttrice del New York Times, ha lasciato il giornale. Due colossi dell'informaizone globale decidono di rivoluzionare la guida della redazione tra lo stupore generale (soprattutto nel caso del Nyt, visto che Le Monde era già finito nei giorni scorsi tra le cronache per le dimissioni di numerosi caporedattori per attriti redazionali).

Lasciando pensare a complotti o amenità simili a qualcuno meno sereno di noi - la coincidenza delle scelte, altro non è che un coincidenza, appunto -, c'è comunque da dire che entrambe sono storie interessantissime da raccontare e conoscere.

Tutto quello che c'è da sapere, è stato egregiamente raccolto da Goodmorning Italia, al che, senza allungarmi ancora, mi limito a riportare di seguito.

Jill Abramson, la prima donna direttrice in 160 anni di storia del più influente quotidiano americano, è stata licenziata. Al suo posto, il primo direttore nero, Dean Baquet (Washington Post). La notizia data dal Nytimes.
Why? Secondo indiscrezioni raccolte da Politico, avrebbe avuto disaccordi con Mark Thompson, il presidente e Ceo approdato due anni fa a New York dalla Bbc. Secondo il New Yorker, Abramson è stata licenziata dopo aver chiesto stessi benefit e pensione di Bill Keller (twitta il pezzo addirittura la public editor del Nytimes, Margaret Sullivan - [nota: che cos'è il public editor]).
L’immagine. La sorpresa nella redazione del Nyt: il tweet di Jessica Silver-Greenberg.
Numeri. L’era Jill Abramson del New York Times è stato un successo commerciale (Vox).
Le Monde. Nello stesso giorno si dimette la prima direttrice donna di Le Monde a un anno e mezzo dalla nomina. Per Wolfgang Blau, direttore digitale del Guardian, entrambe le modifiche hanno a che fare con differenze interne sulla trasformazione digitale dei giornali. Dopo il braccio di ferro con la redazione, Natalie Nougayrede lascia: “La volontà di ridurre le mie funzioni è incompatibile con i miei obiettivi” (Le Figaro, Les Echos).

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