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domenica 13 aprile 2014

Nuove sanzioni in vista per la Russia: ma a che rischio?

Non si ferma l'escalation nelle aree orientali dell'Ucraina. In queste ore si susseguono notizie, che parlano di scontri a fuoco tra le forze speciali inviate da Kiev (l'hanno chiamata "operazione anti-terrorismo") e gli uomini incappucciati in divisa mimetica che stanno tenendo sotto controllo vari edifici amministrativi in diverse città delle regioni d'est - armamenti e comportamenti ricordano molto quello che si è visto in Crimea.

Il ministro degli Interni ucraino ha confermato che ci sarebbero stati morti e feriti in entrambi gli schieramenti; Lavrov ha già fatto saper che le vicende che si stanno susseguendo potrebbero mettere a rischio gli incontri previsti a Ginevra la prossima settimane; la Nato ha chiesto alla Russia di avviare una de-escalation - accusando, ormai apertamente, Mosca di quello che sta succedendo.

Da Parigi arrivano nel frattempo moniti diretti - dopo quelli di Stati Uniti e G7 - che parlano della possibilità di applicare nuove sanzioni alla Russia: ma con quali rischi? Enormi, almeno per le economie europee, soprattutto se non si uniscono ai paesi sanzionanti anche gli altri Brics, o paesi emergenti come l'Indonesia per esempio, o il Vietnam, ma anche il Messico e l'Egitto (che ultimamente ha fatto spesa militare a Mosca).

Ne ho scritto per il Giornale dell'Umbria.


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