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mercoledì 2 aprile 2014

Nigeria: il background dei Boko Haram

La Nigeria: un paese che cresce economicamente e socialmente, immerso nelle contraddizioni e ancora alle prese con i guerriglieri islamisti di Boko Haram - forse ora più che mai. Solo in Iraq, dove l'Isis ormai si è dotato di mezzi di combattimento di alto livello tecnologico (rubati all'esercito iracheno), c'è stata una così alta concentrazione di morti e di terrore: nei primi tre mesi dell'anno, secondo la denuncia di Amnesty International, sarebbero stare uccise oltre 1500 persone, quasi tutti civili delle provincie settentrionali.

Prese dalla BBC, alcune belle infografiche che aiutano a capire il background geografico e socio-culturale del paese in cui opera uno dei gruppi fondamentalisti islamici più spietati del pianeta.

Ricchezza pro capite
Nonostante l'immensa disponibilità di risorse naturali, la Nigeria secondo le Nazioni Unite è uno dei paesi più diseguali del mondo - Il Pil procapite è di 1280 dollari. La differenza economica tra il nord povero - con vaste aree rurali - e il sud civilizzato e ricco, è stato terreno fertile per l'attecchimento delle idee jihadiste mosse dal fondatore di Boko Haram Ustaz Mohammed Yusuf, con l'intento di combattere l'Occidente (Boko Haram, è traducibile come "l'educazione occidentale è sacrilega") e creare uno stato islamico nelle aree settentrionali del paese (e introdurre la shiaria). 



Etnie
I 160 milioni di abitanti nigeriani, sono divisi in numerosi gruppi etno-linguistici. In linea di massima, il popolo Hausa-Fulani basato nel nord è per lo più musulmano. Gli yoruba del sud-ovest sono divisi tra musulmani e cristiani, mentre gli Igbo dei gruppi di sud-est sono per lo più cristiani o animisti. La cintura di mezzo, invece, è la patria di centinaia di gruppi con diverse credenze, e intorno Jos ci sono frequenti scontri tra Hausa di lingua musulmani e cristiani membri della comunità Berom.



Salute
Come prevedibile, gli abitanti delle aree meridionali hanno un accesso facilitato anche alle cure mediche, e soprattutto alle vaccinazioni anti poliomielite, tubercolosi, tetano e difterite. Al nord, anche e soprattutto per la propaganda dei Boko Haram, sono state a lungo boicottate le vaccinazioni proposte dalle attività umanitarie, sostenendo che si trattava di una campagna occidentale per rendere le donne musulmane infertili. Ora stanno piano piano riprendendo, anche grazie all'attività di diverse ong, ma l'apertura a certe offerte dell'Occidente, è una dei principali motivi per chi i Boko hanno aumentato la loro attività, anche contro alcuni gruppi musulmani che seguono certe indicazioni e che per questo sono considerati traditori.



Alfabetizzazione
L'alfabetizzazione femminile, è uno dei benchmark utilizzato per definire lo standard di vita delle future generazioni: un bambino che nasce e cresce con una mamma istruita ha possibilità molto maggiori di sopravvivenza. Anche qui la discrepanza tra il nord e il sud è enorme: al settentrione in alcuni stati (la Nigeria è una federazione di 36 stati) soltanto il 5% delle donne è alfabetizzato, al sud si raggiunge il 90%.



Petrolio e risorse
La Nigeria è il più grande produttore di petrolio dell'Africa, uno dei principali al mondo, ma un'ampia percentuale di persone vive con meno di 2 dollari al giorno. Le estrazioni avvengono nei giacimenti delle aree di sud-est, con diverse problematiche legate agli attacchi dei gruppi combattenti (nella zona opera il Movimento per l'emancipazione del delta del Niger, che combatte "contro le multinazionali straniere che sfruttano l'ambiente" con il fine ultimi di controllare le estrazioni). Dopo il petrolio, i principali prodotti di esportazione sono il cacao e la gomma.



Società
Secondo le analisi di Andy Fennell, Chief operating officer di Diageo - azienda di distribuzione e produzione di bevande alcoliche che in Africa sta investendo a ritmo triplo rispetto agli anni precedenti -, «entro il 2035 l'economia della Nigeria sarà grande quanto quella del Regno Unito». Ma non c'è solo la questione economica.
Dalle contraddizioni locali, emergono importanti realtà intellettuali e culturali, che si spostano in giro per il mondo. È il caso della scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie - il suo libro, "Americanah", è stato inserito tra i migliori dieci dell'anno passato dal New York Times -, oppure di Uzoamaka Maduka fondatrice della rivista The American Reader - definita la nuova Paris Review - riferimento culturale di un certo tipo di salotti buoni newyorkesi.
E sempre dalla Nigeria, viene Tunde Kehinde, fondatore di Jumia, il più grosso retailer online del continente africano - chiamato “l’Amazon d’Africa”.
La leadership nigeriana (regolarmente eletta secondo gli osservatori internazionali e guidata da Goodluck Jonathan, cristiano del sud) tuttavia, è ancora immersa nelle contraddizioni e nella corruzione, circostanza che non attira investimenti stranieri: a questo si aggiunge la traballante rete di infrastrutture e la presenza di mine vaganti come i gruppi combattenti.
Reporters sans frontières (RSF) classifica la Nigeria al 126 ° posto su 179 paesi nel mondo, sull'indice di libertà di stampa (dato 2012), per colpa degli arresti quasi quotidiani e gli assalti ai giornalisti. Boko Haram, ha più volte minacciato i media. Nel mese di aprile 2012, ha bombardato gli uffici dei giornali in Abuja e Kaduna.

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