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mercoledì 2 aprile 2014

L'Aqim annuncia il sostegno all'Isis

Come se non bastassero le enormi piaghe che già colpiscono l'Africa - sociali, sanitarie, umanitarie, e via dicendo - e come se non bastasse il ritorno periodico del virus ebola (122 casi sospetti in Guinea, diffusione stavolta definita dal governo di Conakry e da Medici senza frontiere «senza precedenti», che aumenta giorno per giorno spostandosi in Sierra Leone e Liberia), e come se la crescita economica sparata non dovesse fare i conti con enormi condizioni (creando quell'incolmabile discrepanza sociale), ci si mette anche il terrorismo islamico.

L'Aqim (al-Qaeda nel Maghreb Islamico) attivissimo poco più di un anno fa con la quasi presa del Mali, rilancia il proprio supporto all'Isis (in Siria, e Iraq) - non è la prima volta che l'Aqim si pronuncia su vicende al di fuori del proprio territorio: lo aveva già fatto per esempio nel 2009, annunciando vendetta contro Pechino per le repressioni nelle proteste delle minoranza musulmana Urumqi.

Tuttavia in questo caso la questione si tinge di giallo diplomatico: l'Isis è stato disconosciuto da al-Qaeda, per parola delle guida suprema al-Zawahiri, invece l'Aqim porta addirittura "la base" nel nome. Gli sviluppi si vedranno, intanto la prima considerazione è sulla potenza "globale" del messaggio lanciato dall'Isis, che raccoglie supporti e supporter da ogni parte del mondo. Anche da altre importanti organizzazioni, che sembrano più attratte dalle azioni dello sheikh al-Baghdadi che da quelle dell'organizzazione centrale che fu di Bin Laden - anche per colpa della differenza di carisma tra Osama e l'egiziano attualmente alla guida.

L'Aqim, nel frattempo, sta diventando una vera realtà geopolitica regionale, ingrossando la sua area di attività a tutto il nord (e parte del centro) dell'Africa.


Marocco, Algeria, Mauritania, Senegal, Mali, Niger (e Nigeria), Chad, Burkina Faso, sono le aree dove il terrorismo del gruppo di Abu Musab Abdel Wadoud lavora: ma come racconta per esempio la storia di Mokhtar Belmokhtar, queste attività si fondono spesso con l'estorsione di dazi di passaggio in territori controllati, il contrabbando, il traffico di droga e di armi, i sequestri a scopo di estorsione - che finora sono stati la fonte primaria di sostentamento economico.

Secondo quanto detto dal generale dell'esercito americano Carter Ham, nel giugno 2012 ci sarebbe stato un tentativo di avvicinamento delle tre principali realtà collegate all'organizzazione centrale di al-Zawahiri: uomini di Boko Haram (anche se è più indipendente per ragioni di regionalizzazione), al-Shabaab e Aqim appunto, si sarebbero incontrati nel tentativo di sincronizzare le proprie attività in termini di fondi, di addestramento e di armamenti. Tuttavia, a quanto pare, per il momento l'interesse principale dei tre gruppi resta regionalizzato: ognuno sta cercando di stabilire amministrazioni islamiste nelle rispettive aree.



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