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giovedì 3 aprile 2014

Breedlove: «in Ucraina la crisi non è finita»

Se è il generale capo del comando europeo delle forza armate americane e capo militare della Nato a dichiarare certe cose, un po' di verità dev'esserci. E se aggiunge che i russi sarebbero pronti a nuove aggressioni nel giro di 3-5 giorni, c'è da riflettere. Anche perché, si presume, che le informazioni in possesso di Gen. Breedlove sono state raccolte da supporti di intelligence e dalle osservazioni degli arei spia in volo su Polonia, Romania e Ucraina.

In più se il generale ha deciso di parlare dopo l'incontro lampo avuto a Washington - dove il Congresso l'ha richiamato per fare il punto della situazione, salvo poi rispedirlo in Europa in giornata -, c'è, oltre che un punto militare, anche uno politico dietro a quelle parole. Tra l'altro, avrebbe negato che la Russia stia procedendo con il ritiro delle truppe al confine - gli uomini ammassati più o meno 40 mila erano e 40 mila, più o meno, sono restati.

Che cosa sta succedendo allora in Ucraina? È difficile dirlo, anche perché al di là di informazioni coperte, non si sa niente di nuovo: i rapporti militari interrotti, quelli diplomatici continuano freddamente, tutti restano fermi sulle proprie posizioni, salvo Yanucovich - o almeno fa finta di - che nella prima intervista dopo la fuga, ha dichiarato ad Associated Press di aver commesso un errore nel chiedere l'intervento armato russo in Crimea.

Ne ho scritto su Formiche.


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