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martedì 25 marzo 2014

Ucciso il leader di Settore Destra Olexander Muzychko

Durante la notte sarebbe stato ucciso in un blitz delle forze speciali ucraine, il leader del partito ultranazionalista Pravyi Sektor (Settore Destra, se n'era parlato in questo articolo), Olexander Muzychko. Dalle dichiarazioni del vice ministro degli Interni di Kiev Vladimir Yevdokimov - riprese da Ria Novosti - il team di forze speciali sulle tracce di Muzychko, lo avrebbe individuato all'interno di un locale nei pressi della città di Rivne (Ucraina occidentale), da dove avrebbe provato a fuggire attraverso un finestra, aprendo il fuoco contro i poliziotti e ferendo un agente. Da lì, la risposta al fuoco che lo ha ferito a una gamba mettendolo a terra; nonostante questo la sparatoria è continuata e Muzychko è stato ucciso.

Muzychko era conosciuto con il suo nome di battaglia, Sashko Bily, ed era da tempo inserito nelle liste dei criminali internazionali con l'accusa di aver torturato e ucciso una ventina di militari russi durante la prima guerra di Cecenia. In quegli anni Sashko combatteva con i ceceni, guidando il gruppo "Viking", affiliato all'UNA-UNSO, organizzazione politica - con un inno che dice "Rimani amore mio, non piangere tesoro", rifacimento di "Bella ciao" - il cui braccio armato aveva sposato la causa cecena (coinvolta anche nell'imboscata alla 76th Guards Air Assault Division, nota come "Height 776 battle", in cui i separatisti uccisero diversi militari dell'aviazione russa).

All'inizio del mese, dopo che una Commissione investigati russa sui crimini in Cecenia era giunta alla sentenza di condanna definitiva, aveva accusato il Procuratore generale ucraino di complottare con i servizi segreti russi per ucciderlo, ma la volontà di Mosca non era un segreto: tempo fa un parlamentare russo, Valery Rashkin, aveva esortato i servizi ad agire "come il Mossad", cioè assassinare Muzychko - e l'altro leader di Settore Destra, Dmytro Yarosh (in realtà Muzychko era anche ricercato dai russi per banditismo, accusato di essere la testa di un gruppo dedito alla criminalità organizzata).

Sashko Bily aveva avuto un ruolo centrale nelle proteste di piazza di fine febbraio, combattendo in prima linea - aveva promesso di lottare "comunisti, ebrei e russi, fino a che il sangue scorre nelle mie vene" - insieme al suo schieramento. In quei giorni, durante un attacco alla procura di Rivne, aveva minacciato di "uccidere come un cane" il ministro degli interni Avakov e aveva fatto tenere una riunione dell'assemblea locale sotto la sua supervisione armata - brandiva un AK-47.

Per queste azioni era stato messo in stato di accusa, anche se lui continuava a proporsi come un rappresentante del nuovo potere costituito in Ucraina. La volontà del nuovo governo ucraino di agire contro il ricercato, anche in modo estremo, potrebbe essere letta anche come una sorta di operazione per affrancarsi dall'etichetta nazista e fascista, attribuita alle nuove forze dell'esecutivo - e ai moti di piazza - soprattutto dalla propaganda russa. L'operazione sarebbe iniziata dai primi di marzo, e aveva come obiettivo quello di individuare ed eliminare i gruppi armati sul territorio regionale di Rivne.


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