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giovedì 20 marzo 2014

Su Mosca calma, perché poi finiamo per scottarci

Matteo Tacconi su Europa ha intervistato l'ex vicesegretario Nato, Alessandro Minuto Rizzo. L'intervista è interessante, leggetela prima di andare avanti.

Praticamente Rizzo dice in modo più diplomatico, quello su cui si ragionava qui:
Il fluire della storia ci dice che la Germania ha sempre avuto influssi culturali sulla Russia e la Russia ha sempre guardato con attenzione alla Germania. C’è insomma una conoscenza reciproca, che dal punto di vista di Berlino può e deve esprimersi, in questa battaglia ucraina, con il giusto dosaggio di bastone e carota, durezza e flessibilità. Nell’intento complessivo di trattare, tenere aperta la finestra del dialogo e arrivare a degli accordi.
L'azione cauta dell'Europa - quella che non piaceva affatto alla Nuland -, guidata al solito dalla Germania (e sostenuta anche dall'Italia), avrebbe non solo un valore economico e commerciale, ma proprio un carattere geopolitico. Circostanza che supera Maidan, quasi se ne frega dell'Ucraina, e rinfresca questioni non risolte della fine del Novecento - in particolare, della dissoluzione dell'URSS.



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