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mercoledì 5 marzo 2014

Nuovo piano per le armi chimiche in Siria: nuova deadline ad aprile

Entro la fine di aprile i prodotti chimici siriani saranno trasferiti all'estero: è questo quello che si apprende dal nuovo piano fornito dal governo di Damasco all'Opcw (l'Organizzazione che si sta occupando dello smaltimento).

Entro il fine settimana arriveranno al porto di Latakia, snodo siriano per il trasferimento degli agenti chimici, due convogli (quasi tutti di "Categoria 1", quella a maggiore priorità) che porteranno la percentuale di materiale smaltito intorno al 35 per cento – fin qui, secondo fonti Opcw, si sarebbe ancora fermi al 23.

Il diplomatico olandese Sigrid Kaag, coordinatore speciale della missione congiunta Opcw/Onu, ha sottolineato alla BBC i buoni progressi raggiunti e il nuovo slancio che le autorità siriane hanno dato alle operazioni.

Secondo gli accordi iniziali la categoria a maggiore pericolosità avrebbe dovuto essere smaltita entro il 31 dicembre del 2012, mentre per il 5 febbraio era fissata la deadline per quelle a minore pericolosità, che avrebbe concluso la missione. Nonostante i ritardi l'Opcw avrebbe verificato che parallelamente, circa il 93 per cento dell'isopropanolo – l'agente chimico essenziale per la preparazione del Sarin, l'agente nervino utilizzato negli attacchi del 21 agosto – sarebbe stato distrutto dalla Siria.

Secondo il nuovo piano – non troppo diverso dal vecchio, a dire il vero – le operazioni procederanno in base ai seguenti punti:

  • Le autorità siriane sono responsabili dell'imballaggio e del trasporto dei materiali dai 12 siti militari, verso il porto di Latakia. Per i convogli verranno utilizzati i camion blindati russi, in cui saranno messi i container a tamburo collegati con i Gps americani. Le attività di intelligence sul campo, sono fornite dalla Finlandia, mentre la sicurezza armata è gestita direttamente dall'esercito siriano.
  • Al porto la protezione è affidata alle forze russe, mentre quelle americane continueranno ad occuparsi del caricamento e del trasporto – e delle procedure di decontaminazione, a cui fanno da supporto le ambulanze speciali cinesi e il team di pronto intervento finlandese.
  • Le navi utilizzate, la danese "Ark Futura" e la norvegese "Taiko", saranno sempre le stesse – e continueranno a viaggiare con il sistema AIS di localizzazione spento, su autorizzazione delle Nazioni Unite concessa per ragioni di sicurezza. Le scorte navali sono fornite da quattro unità (da Russia, Cina, Danimarca e Norvegia), più la "HSS Montrose" inviata dalla Gran Bretagna.
  • Le sostanze più pericolese saranno trasportate dalla "Ark Futura" e trasbordate al porto italiano di Gioia Tauro, dentro la nave della Maritime Adiministration americana "MV Cape Rary", dove 64 esperti chimici dell’Army’s Edgewood Chemical Biological si occuperanno della distruzione in mare (sono presenti anche 35 Marines di scorta). Le sostanze di "Categoria 2", viaggeranno a bordo della "Taiko" verso strutture di smaltimento commerciali inglesi.

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