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lunedì 24 marzo 2014

I turchi abbattono un jet siriano

Secondo Erdogan, che evidentemente in questi giorni ama in modo particolare stare al centro dell'attenzione internazionale (il riferimento va ovviamente alla decisione di impedire l'accesso a Twitter in Turchia), era necessario dare "una risposta pesante" - «Se violi il nostro confine, il nostro schiaffo sarà duro» ha commentato. La domanda per quella risposta, in realtà non c'era: c'era un'altra affermazione proveniente da Ankara: "non dovete entrare nel nostro spazio aereo". Mesi che lo ripetono agli indigesti vicini siriani: poi ieri è finita così: un aereo dell'aviazione di Damasco stava sorvolando un'area di cuscinetto intorno al confine, secondo fonti siriane gli aerei sarebbero stati due Mig in missione per colpire i ribelli (i "terroristi" li hanno definiti in realtà) nelle zone di Latakia - si combatte a Kassab, dove l'esercito venerdì avrebbe perso il controllo della città -; secondo i turchi invece, nonostante ci fossero già stati quattro avvertimenti, i due caccia avrebbero lo stesso sconfinato nella zona di Yayladagi. Risultato - come già successo a settembre, con l'aereo da combattimento turco che aveva abbattuto un elicottero siriano - i turchi l'hanno tirato giù con un missile di uno degli F-16 dell'Air Combat Patrol che si erano alzati a controllare.

Il governo turco ha cambiato le politiche di gestione e le regole di ingaggio dello spazio aereo intorno al confine dal 2012: da allora in poi, ogni velivolo siriano che supera il confine viene considerato ostile, pertanto può essere abbattuto.

La Siria ha parlato di "palese aggressione," dato che secondo Damasco l'abbattimento è avvenuto in territorio siriano - in effetti l'aereo, dopo l'eiezione del pilota, è caduto a ridosso di Kassab, quasi un chilometro oltre il confine, in Siria. A confermare in parte questa possibilità, anche le affermazioni dell'Osservatorio siriano dei diritti civili, che di solito non è che sia schierato con Assad.

La Turchia, una volta alleato siriano, è attualmente tra i maggiori oppositori del governo di Assad. Ha da sempre sostenuto i ribelli, sia militarmente sia a livello logistico - molti jihadisti sono passati in Siria, proprio grazie alle maglie larghe delle recinzioni di frontiera. Un confine lungo 800 chilometri dove la Nato aveva deciso di piazzare qualche postazione di missili Patriot. Sempre ieri, secondo quanto riferito dal quotidiano turco Hurriyet, sarebbero stati sparati anche tre colpi di mortaio dalla zona di Kassab verso la Turchia: ai quali l'artigliere turca avrebbe risposto con altrettanti lanci. Non ci sarebbero stati feriti, anche se dall'inizio del conflitto circa una settantina di cittadini turchi nelle immediate aree di confine.

I turchi non avrebbero alcuna intenzione di entrare nel conflitto, almeno apparentemente: anche se è già da un po' di tempo che dalle opposizioni al governo, si mette in guardi sulla possibilità che Erdogan possa giocare la carta dell'avventura militare come leva elettorale (le elezioni ci saranno tra qualche mese).

Nel frattempo, dato il riscaldarsi del fronte locale, l'Opcw ha fatto sapere di aver sospeso le operazioni di carico delle armi chimiche in programma per giorni seguenti.





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