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mercoledì 26 marzo 2014

I ribelli siriani conquistano uno sbocco nel Mediterraneo

Per la prima volta dall'inizio del conflitto, i ribelli siriani conquistano un punto di sbocco sul mare. La limitata striscia controllata dalle opposizioni, sarebbe quella contigua alla città di Kessab, teatro di combattimenti in questi ultimi giorni (impegnati sia al-Nusra che l'Isis) e conquistata definitivamente nelle giornata di ieri dalle forze combattenti delle opposizioni.

L'area si trova nell'immediato confine con la Turchia, e la vittoria dei ribelli si porta con sé diverse questioni controverse, a cominciare dal ruolo turco nel supporto anti-Assad - giorni fa lì era stato abbattuto quel Mig che aveva inasprito i rapporti diplomatici. E poi di mezzo c'è l'irrisolta questione armena: la città infatti è abitata dai superstiti del genocidio avvenuto per mano dei turchi durante la Prima guerra mondiale, e la comunità internazionale armena, sarebbe molto preoccupata del possibile ripetersi di certi atti.

L'importanza logistica della conquista del mare è, inutile dirlo, elevata: anche perché in questo periodo ai ribelli starebbero arrivando numerosi pacchetti regalo con armamenti. Girano video di nuovi MJ-8, missili da spalla ATGM (utilizzati in Siria fin dal giugno del 2013), utilizzati nella zona di Daraa dove l'esercito sta bombardando dal cielo con una certa continuità e violenza - siamo nel fronte sud, e potrebbero arrivare dagli Emirati Arabi come dal Pakistan, sfruttando le attività sottotraccia dei sauditi.

Chissà se dal Mediterraneo, adesso, non arrivino altri aiutini? (Via Turchia?). Kessab si trova a soli 60 chilometri da Latakia, importante città portuale (è il porto di imbarco delle armi chimiche), con un ruolo simbolico di primo piano: è la patria ancestrale della setta alawita degli Assad.


(Nella zona, tutto è incerto per il momento: se ne parlerà meglio, intanto ho provato a fare un punto più generale su Formiche).



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