Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

martedì 18 marzo 2014

Chi è Mokhtar Belmokhtar

Si era parlato di Mokhtar Belmokhtar tempo fa, in modo veloce, quando si raccontava di come in Africa il terrorismo (per lo più di matrice islamico-jihadista) sta dilagando, sfruttando le maglie larghe, la corruzione e le incoerenze dei governi locali, così come il disinteresse del resto del mondo.

Belmokhtar è il capo della Katiba Al Mulaththamin ("Battaglione Mascherato") ed è stato tra i massimi leader dell'Aqim, la filiale di al-Qaeda nel Maghreb; ma non solo, nel corso degli anni che è diventato un vero e proprio "padrino" dell'area (Alessandro Casarotti ne ha scritto un bel ritratto su The Post Internazionale). Non più soltanto un terrorista (tra i suoi gesti più recenti e più importanti, l'attacco all'impianto energetico di In Amenas, che procurò la morte di oltre venti civili occidentali), ma un contrabbandiere (impegnato con il traffico di bionde, auto rubate, diamanti, sequestri): il soprannome di "Laouer" (il "guercio", cieco da un occhio, vanto di guerra dall'Afghanistan) è stato sostituito da "Mister Marlboro". Ora chiede il pizzo a chiunque fosse intenzionato a intraprendere traffici - più o meno lecito - per il Sahara.

E se il Sahara è il suo emirato, ormai gli interessi si sono spostati a sud, verso il Sahel. La fusione dei suoi con il Mujao (Movimento per l’unicità della guerra santa nell’Africa occidentale) - dando origine al El-Mourabitoune -, gli avrebbe permesso di mettere le mani sul grosso del commercio di droga: su quelle vie infatti passa l'eroina dall’Asia e la cocaina dal Sud America.

L'obbiettivo adesso sarebbe quello di arrivare al Corno d'Africa, in una geopolitica del terrore, guidata da un uomo che iniziò la sua avventura a 19 anni nei campi di addestramento afghani di Jalalabad, per poi avere già un ruolo nel 1993 durante la rivolta nella sua Algeria, per fare da vettore delle armi dal sud, dal Sudan dove si trovavano le basi centrali, attraverso il Sahara.

Belmokhtar è attivo anche in Libia, nelle complicate zone del sud del paese.



Nessun commento:

Posta un commento

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie