Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

domenica 30 marzo 2014

Che cosa significa per l'Ucraina la perdita della Crimea

Il Washington Post ha fatto un'infografica interessante, su cosa l'annessione russa della Crimea, può significare per l'Ucraina.


Intanto non ci sono sostanziali aggiornamenti di quella che a tutti gli effetti continua ad essere una delle più grosse crisi internazionali degli ultimi tempi (ancora in atto, per altro). Si continua a trattare per trovare un accordo: dopo la telefonata tra Putin e Obama venerdì, oggi a Parigi John Kerry incontrerà l'omologo russo Lavrov (aggiornamenti via Twitter). Secondo quello che scrive Reuters l'idea di Mosca sarebbe di fare dell'Ucraina (non solo la Crimea sul tavolo), un paese federato e lontano dall'allineamento Nato. Gli Stati Uniti chiedono però, come contropartita immediata il rientro dei soldati nella basi di competenza i circa 40mila soldati russi ammassati al confine orientale dell'Ucraina - sebbene Lavrov abbia ribadito in Tv che la Russia non ha nessuna intenzione (almeno per il momento) di compiere «l'attraversamento della frontiera», cioè invadere.

Di parere opposto sull'argomento il segretario uscente della Nato Anders Fogh Rasmussen, che in un'intervista al magazine tedesco Focus ha dichiarato di essere «estremamente preoccupato»: «Noi lo consideriamo come una minaccia concreta per l'Ucraina - ha aggiunto - e vediamo il potenziale per ulteriori interventi. Temo che non sia ancora sufficiente per lui [Putin]. Sono preoccupato di non aver a che fare con il pensiero razionale quanto con le emozioni: il desiderio di ricostruire la vecchia sfera d'influenza della Russia nelle sue immediate vicinanze».

Nel frattempo si consuma una specie di legge del contrappasso: arriva dalla città storica, capitale ancestrale, dei tatari, Bakhchisaray (sud della penisola, a metà strada tra Sebastopoli e Simferopoli) la richiesta di autonomia etnica e territoriale in Crimea. I tatari costituiscono il 15 per cento della popolazione della penisola - circa 300mila persona - e il leader del gruppo di rappresentanza ha dichiarato che «nella vita di ogni nazione arriva un momento in cui si deve prendere decisioni che determineranno il futuro»; davanti a circa 200 delegati ha chiesto di approvare l'avvio delle procedure legali e politiche volte a creare l'autonomia del loro territorio.

Tra gli aggiornamenti interessanti, c'è da leggere quello che ha scritto il Daily Beast a proposito dei cecchini che hanno sparato nei giorni delle proteste di febbraio (se n'era parlato anche qui). Durante la telefonata di venerdì, tra le altre cose Putin si sarebbe lamentato con Obama della «furia degli estremisti che stanno commettendo impunemente atti di intimidazione nei confronti di residenti pacifici, le autorità governative e le forze dell'ordine in varie regioni e a Kiev». Quasi a richiamare la narrazione dei cecchini pagati dalle opposizioni. Dietro ai grilletti del 20 febbraio, però, stando al materiale raccolto dal Daily Beast (90 gigabytes di file), ci sarebbero stati gli uomini della squadra d'élite Alpha dell'SBU (l'agenzia d'intelligence ucraina, che ha da sempre coltivato strettissimi rapporti con gli omologhi russi dell'FSB, che si sono anche occupati della formazione dei vari operativi), comandati da Yanucovich.



Nessun commento:

Posta un commento

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie