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martedì 11 febbraio 2014

Le dimissioni di Papa Benedetto XVI, un anno dopo

Ho riletto un po' le cose che avevo scritto in questo periodo lo scorso anno: è un'attività che penso sia molto utile. Non mi sono trovato d'accordo. Non credo sia così surreale; penso che spesso capiti anche agli altri di ragionare a distanza di tempo su posizioni prese e - proprio per il passare dei giorni, per la maturazione personale, e soprattutto per il procedere degli eventi - prendere atto che si stava sbagliando. Credo che sia un percorso personale, umano e psicologico, ovvio in chi ha un minimo di oggettività, laicità e amor proprio.

Nel caso specifico, non mi sono trovato d'accordo, oggi, con l'analisi che avevo fatto della reazione dell'opinione pubblica alla notizia della "rinuncia" di Benedetto XVI al soglio pontificio.

Ai tempi avevo scritto che c'era stato un trattamento superficiale dell'accaduto, una desacralizzazione e una banalizzazione: confermo tutto, solo che adesso, a distanza di un anno, ho capito - forse - il perché. E in questo, credo che le mie critiche erano non dovute, quanto meno imprecise: tutto era comprensibile nell'ambito di una reazione, umana e terrena, a un fatto dall'eccezionalità unica, su cui i nostri strumenti socio-culturali erano impreparati, inadeguati.

Ne ho scritto su Formiche, se vi va.

In realtà in giro ci sono molte cose da leggere sul primo "anniversario" di quello che è stato il gesto più rivoluzionario compiuto dalla Chiesa in epoca moderna. Come spesso accade in certe situazioni, colgo l'occasione di questo post, per segnalarne alcune. Su Vatican Insider per esempio, c'è una bella e accurata ricostruzione degli ultimi giorni di pontificato di Ratzinger. Sul CorSera era uscito già ieri un lungo retroscena dall'eloquente sottotitolo: «Dal manoscritto allo stupore dei cardinali; le 24 ore che hanno cambiato la Chiesa». Sempre sul CorSera, c'è un'intervista (Corriere Tv) a Padre Georg Gaenswein, segretario particolare di Benedetto XVI, che racconta come ha vissuto la notizia. (Va da sé, che come è logico, l'elenco è in progress, o qui o su Twitter).

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