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venerdì 7 febbraio 2014

Italian State capitalism goes Postal

«Ahimè, siamo spiacenti di comunicare che la notizia della privatizzazione di Poste Italiane è stato notevolmente esagerata», si legge tra le prime righe di un articolo del Wall Street Journal che diversi politici italiani dovrebbero leggersi, soprattutto in questo momento.

È molto scettico il giornale americano sulla possibilità che l'operazione possa comportare una vera e propria liberalizzazione del settore. Questo perché Poste gode ancora di un quadro normativo molto vantaggioso - nonostante ci sia stata una formale liberalizzazione, con l'applicazione della direttiva europea del 2008. E poi perché i servizi postali, a tutti gli effetti, rappresentano soltanto il 19% del fatturato annuo.

Conclude WSJ : «Le privatizzazioni reali richiedono più della stregoneria finanziaria, hanno bisogno di leader coraggiosi, impegnati a rollback dello Stato e la concorrenza apertura dell'imprenditorialità, creatività e investimenti. "Tutto cambia affinché nulla cambia", la famosa citazione da "Il Gattopardo" è stato a lungo uno dei cardini della politica italiana. Le privatizzazioni reali richiedono più coraggio che cinismo».

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