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martedì 25 febbraio 2014

In Siria la lotta fra i ribelli peggiora giorno dopo giorno

Domenica è stato ucciso dall'Isis (lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante), il messo della Guida suprema di al-Qaeda, al-Suri. Il gruppo combattente iracheno che ha diffuso la sua attività fino in Siria, diventando un fulcro del conflitto, sta combattendo la jiahd ma fuori dei dettami di al-Qaeda.

Non solo, dal rifiuto del comandante massimo al-Baghdadi di sottostare ai voleri di Zawahiri ad oggi, la situazione si è notevolmente inasprita: tanto che l'Isis sta proprio combattendo su due fronti, da un lato quello contro l'esercito di Assad, dall'altro le altre opposizioni, su tutte al-Nusra - gruppo affiliato e riferimento di al-Qaeda in Siria.

Lunedì in serata era girata la voce del rapimento del leader di Nusra al-Julani proprio da parte dell'Isis: la notizia poi smentita dai vertici di Nusra, mantiene dei risvolti; sembrerebbe infatti che alcuni comandanti del gruppo qaedista siano comunque stati rapiti.

Intanto si aprono nuovi fronti di guerra, al sud del Paese e continua l'offensiva israeliana contro Hezbollah (fil governativa), che rappresenta ormai la risorsa militare in mano ad Assad: ieri c'è stato un attacco dell'esercito di Gerusalemme che ha distrutto diversi convogli di armi diretti in Siria.

Del punto, un po' più ampio di questo, ne ho scritto su Formiche.

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