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domenica 12 gennaio 2014

Posizionare bene la lente di ingrandimento

I primi cardinali di Papa Bergoglio non disattendono le aspettative: tutti molto "Bergoglio-style". Scelte abbastanza anti-establishment, a cominciare da quel Mons. Bassetti, arcivescovo di Perugia, vicepresidente della Cei, non proprio asservito a Bagnasco. (Scelta che, per noi umbri, carica la cerimonia odierna di sana energia campanilista, come sempre capita per quelle realtà - come quella umbra, appunto - dove poco succede e dove chiunque raggiunga una qualche luce - della cronaca -, da Madalina di "Bake off Italia" a Bassetti senza discontinuità, diventa ambasciatore dell'"Umbria pride").

Sempre in linea con le politiche del pontefice, potrebbe essere letta la scelta di escludere - "clamorosamente" come hanno scritto in parecchi - il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, e analogamente quella sull'esclusione dai porporati di Nosiglia, l'arcivescovo di Torino.

La lente d'ingrandimento di molti giornali, s'è fermata molto su questi nomi - e sulle decisioni che si portano dietro. Ma forse, per capire meglio e con ancora più profondità Bergoglio - e la linea del programma di questo pontificato - c'è da puntare quella lente in un'altra vicenda avvenuta sempre oggi.

C'è infatti un nome più forte di tutti gli altri, presenti o mancanti, di quella lista di nuovi gerarchi ecclesiali - è in un'altra lista, quella dei primi battezzati da Papa Francesco. Si chiama Giulia, ha sette mesi, è stata battezzata stamattina (dal Papa): ed è figlia di genitori non sposati in Chiesa.




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