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giovedì 2 gennaio 2014

De Blasio: parola d'ordine "disuguaglianza"

Scalinata del City Hall di New York, primo dell'anno 2014, Bill Clinton passa a Chirlane McCray (sposata De Blasio) una Bibbia appartenuta a Franklin D. Roosevelt, la mano poggiata sopra è quella del 109esimo sindaco di New York, che sta giurando il suo mandato davanti a cinque mila invitati che hanno resisto al freddo pur di non perdersi l'inaugurazione dell'amministrazione cittadina da parte di un sindaco democratico, nella città più liberal d'America - che negli ultimi vent'anni è stata governata però, da repubblicani e indipendenti.

Su tutti i quotidiani, è riportata quella che sta diventando la parola d'ordine di questa fase politica americana: "disuguaglianza". Il primo comandamento del sindaco De Blasio, è lottare per l'uguaglianza: gira tutto intorno a questo l'inauguration speech - l'avevo promesso una decina di giorni fa Obama alla conferenza stampa di fine anno, ha sfondato a testate l'argomento Elizabeth Warren. Il populismo di sinistra (di governo e di potere) ha ufficialmente inizio - e bisognerà farci i conti, probabilmente anche rivedendo l'approccio ordinario.

A sigillare tutto, poi, il passaggio di consegne tra l'ex sindaco Bloomberg - finito indipendente per avere più libertà, anche su certi temi (sebbene detti da lui erano meno credibili) - e i DeBlasios: ieri, alla fermata della metro, a pochi passi dal City Hall, l'incontro appena scesi da due treni pubblici per andare insieme alla cerimonia.

Dategli dell'establishment, se ne avete coraggio!

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