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martedì 17 dicembre 2013

Riabilitiamo George W. Bush?

È uscito alla fine di ottobre "Days of Fire: Bush and Cheney in the White House" (Doubleday), nuovo libro di Peter Baker. Nel libro si parla della presidenza Bush in modo molto al di fuori del mainstream da demonizzazione a cui siamo abituati: si va oltre la manipolazione delle prove sulle armi di distruzione di massa in Iraq, le intimidazioni ai vertici dell'intelligence per alzare i propri indici di popolarità, l'estremista di destra e il fanatismo religioso. Bush, secondo quello che scrive Baker nelle 816 (!) pagine del libro, non era niente di tutto questo, e nemmeno niente di tutta quella serie di cose che hanno accompagnato la diffusione giornalistica comune della sua amministrazione.

Ora non si tratta di fare una santificazione del personaggio, una celebrazione degli anni della sua presidenza, un encomio alle sue scelte politiche. Bush, si dice anche nel libro, è responsabile di tantissimi errori, spesso è stato molto leggero e in balia dell'ombra paterna e privo di lungimiranza. Ma, non è stata nemmeno la macchiettistica parodia che molti media - anche qui in Italia - hanno dipinto.

Il fatto che a dirlo sia Peter Baker, è per molti versi garanzia di affidabilità: Baker è corrispondente da Washington del New York Times e prima lo era stato per il Washington Post - il che significa che è il miglior corrispondente dalla Casa Bianca attualmente in circolazione. Tenderei a fidarmi - continuando a preferire Obama.

Nota .Per onestà personale, ammetto che il libro non l'ho letto, non tutto: ci sono diverse ottime, affidabili, curate, recensioni in giro, e in alcuni siti si trovano delle pagine leggibili gratuitamente. Ho visto che ne ha parlato anche Christian Rocca: noto con piacere, è un'ulteriore conferma che quelle pagine di Baker, sono roba su cui vale la pena ragionare.


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