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domenica 22 dicembre 2013

Pink power

Mancano pochi giorni all'inizio ufficiale dell'incarico di Janet Yellen alla Federal Reserve - e quel giorno si dovrà cambiare semantica per definire "l'uomo più importante del mondo", come spesso viene indicato chi controlla il denaro degli Stati Uniti.

Ma oltre ai cambi di forma - lessicale, di definizione - si sta assistendo ad un'inversione più sostanziale. E magari è semplice inseguimento di una moda, di una tendenza - o di un consenso -, oppure finalmente, piano piano, alcuni meccanismi di prassi, di consuetudine, perfino ideologici, si stanno erodendo.

Perché a Yellen, si uniscono Elvira Nabiullina a Bank Rossii e Karnit Flug a Bank of Israel - anche lei neo eletta. E già trovano Christine Lagarde al Fondo monetario internazionale. Adesso poi, approda nel board della Banca centrale europea (Bce) la tedesca Sabine Lautenschlängerche - attualmente vicepresidente della Banca centrale tedesca (Buba). A cui si aggiunge l'arrivo nel sensibile ruolo di direzione dell'Istituto di regolazione europeo della banche (sempre ambito Bce) della francese Danielle Nony.

Di Mary Barra a General Motors - regno dei pistoni, dove le donne erano viste più come accessorio, tipo gli interni in alcantara - e di Marissa Mayer a Yahoo, se n'era già parlato, mentre pochi giorni fa è stata diffusa la decisione di Angela Merkel, di affidare il ruolo di ministro della Difesa a Ursula von der Leyen - ex ministro del lavoro e degli affari sociali -, incarico delicato e di potere (e di grosso peso storico), affidato per la prima volta nella storia tedesca ad una donna. Von der Leyen è da tutti ritenuta il naturale successore della Cancelliera. La Merkel, appunto: che del "pink power" ne è la portabandiera.


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