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sabato 28 dicembre 2013

La crisi degli islamisti al governo

Erdogan in Turchia, sta affrontando il più grosso scandalo dei suoi dieci - consecutivi - anni di governo. Ma dietro a quelli che ultimamente sembrano essere diventati banali casi di corruzione (sebbene abbiano coinvolto pezzi grossi dell'esecutivo turco), si nasconde un problema più ampio, di sistema: una spaccatura profonda nel partito guidato dal premier (Akp), legata a una diversa visione dell'Islam politico.

Ampliando il panorama, si potrebbe fare un parallelo della crisi turca, con la delicata situazione egiziana, dove il portavoce di quell'Islam politico, il partito dei Fratelli Musulmani, è stato dichiarato illegale.

Due situazioni, diverse e distinte, accomunate però da un punto: il fallimento nel 2013 delle posizioni islamiste, nella gestione politica e economica degli stati.

Ne ho parlato in un post su Formiche: Turchia e Egitto: la crisi dell’Islam politico.


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