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giovedì 12 dicembre 2013

In Siria sospesi gli aiuti "non letali"

Un portavoce dell'ambasciata americana ad Ankara ha annunciato la decisione della Casa Bianca e di Downing Street, di sospendere l'invio di aiuti ai ribelli siriani che stanno combattendo contro le forze di Assad.

La decisione è stata presa dopo che gruppi di ribelli appartenenti al Fronte Islamico, la scorsa settimana, hanno sequestrato alcune basi del filo-occidentale Esercito Siriano Libero (Fsa), nell'area di Bab al-Hawa, vicino al confine con la Turchia.

Islamic Front (Syria)
Il Fronte Islamico è una nuova alleanza – «formazione politica, militare e sociale» si definisce – composta da alcuni gruppi di ribelli tra cui Ahrar al-Sham, Jaysh al-Islam, Suqour al-Sham, Liwa al-Tawhid, Liwa al-Haqq, Ansar al-Sham e il Fronte islamico curdo. Le stime indicano che comprenda circa 450 mila combattenti. Tra questi non ci sarebbero affiliati ad al Qaeda – come nel caso dell'Isis (Stato Islamico in Iraq e Levante) o di al-Nusra – tuttavia secondo lo statuto costitutivo del gruppo, sarebbero ben accolti "Muhajirin" e combattenti stranieri, come «fratelli che ci hanno sostenuto nella jihad».

Nelle basi e nei depositi sottratti al comando del Supremo consiglio militare dell'Fsa, erano contenuti quelli che i governi americani e inglese definiscono "aiuti non letali", portati in Siria attraverso la Turchia. Si tratta di mezzi quattro ruote motrici, giubbotti antiproiettili e visori notturni, maschere antigas, apparecchiature per le comunicazioni e generatori, kit per la purificazione dell'acqua e attrezzature mediche. Gli Stati Uniti si sono impegnati quest'anno per l'invio di 250 milioni di dollari di questo genere di forniture, a cui si aggiungono quelle del valore di un'altra trentina di milioni dal Regno Unito.

La decisione – che non riguarderà gli aiuti umanitari – si è resa necessaria per impedire che certi mezzi finiscano nelle mani degli islamisti, le cui fazioni stanno acquisendo un crescente potere all'interno dei ribelli siriani.

Per i Paesi occidentali, il sostegno all'opposizione ad Assad, sta diventando sempre più complicata, anche per le ambigue posizioni dei cosiddetti gruppi filo-occidentali. Il portavoce del Supremo consiglio militare (Smc), Louay Meqdad, in seguito ai fatti della scorsa settimana, ha dichiarato che il Fronte Islamico aveva alzato la propria bandiera sulle le basi di Bab al-Hawa soltanto dopo il permesso del Smc, e ha aggiunto: «Crediamo che queste brigate siano nostri fratelli, che sanno che non siamo il nemico».

Reuters riporta anche che la Turchia ha chiuso il confine con la Siria nella provincia di Hatay per evitare altri scontri con il fronte ribelle siriano.


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