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martedì 31 dicembre 2013

Il New York Times sulle slot italiane

Pubblicato ieri un articolo del New York Times sulle slot machine nei locali pubblici italiani. Al centro c'è Pavia: città che "vanta" il sicuramente-non-invidiabile record di contare una slot ogni 104 abitanti.

Secondo i dati del Global Betting e Gaming Consultants, riportati dal Nyt, «l'Italia è diventata negli ultimi anni il più grande mercato del gioco d'azzardo in Europa e il quarto nel mondo dopo Stati Uniti, Giappone e Macao».

I soldi contano: nel 2001, il fatturato del gioco d'azzardo in Italia era pari a 4 miliardi di euro. Nel 2012, l'industria ha quadruplicato la cifra, raggiungendo un fatturato di 16 miliardi di euro. La causa scatenante è stata la significativa deregolamentazione operata nel settore una decina di anni fa, che ha creato lo spazio per un vasto mercato illegale in gran parte controllato dalla criminalità organizzata.

E qua si continua quasi a scherzarci su: giuro che ho sentito con le mie orecchie qualche renziano, che si professava ferreo liberale, difendere le slot machine in nome di una chissà quale libertà, di un "non si priva di niente nessuno", di un "sei tu che devi capire il limite". Remember: il liberalismo finisce, dove le sue conseguenze possono diventare dannose per la società, per le persone che la vivono, e per il loro destino. Quanto meno, mettiamola sul pragmatismo: se aumentano i casi di sociopatie, occorrerà organizzare sempre più numerosi centri di recupero, che finiranno in un modo o nell'altro a carico del servizio sanitario.

Qui si resta liberali, anche un po' renziani: ma comunque convintamente #noslot!

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