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sabato 14 dicembre 2013

Forconi, all around the world

La protesta dei "Forconi" continua acefala e ad oltranza - sembra sia fissata per mercoledì una manifestazione nazionale a Roma. Ma il mondo, come la (/ci) vede?

L'Independent sottolinea che l'improvvisa - anche se qua da noi, in realtà, è più o meno un paio d'anni che se ne parla - comparsa del movimento, significa che «il populismo arrabbiato in Italia è tutt'altro che finito». In realtà noi ce ne eravamo accorti. Così come ci eravamo resi conto fin da subito - e la circostanza fa paura - di un altro aspetto che il giornale inglese, invece, trova interessante: «le linee di battaglia del movimento non sono disegnate con chiarezza e ai forconi si sono uniti gruppi di estrema destra e tifosi ultrà».

Sempre dall'Inghilterra arriva il commento del Telegraph, secondo cui un movimento composto da una «raccolta eterogenea di agricoltori e camionisti che protestano per le imposte sui carburanti, nonché da studenti, pensionati e elementi della destra neo-fascista e dell'estrema sinistra», rende «difficile discernere gli obiettivi dei suoi sostenitori». Unico punto di incontro riconoscibile, secondo il quotidiano inglese, starebbe nel fatto che le contestazioni hanno incrementato il senso di crisi in Italia, con l'unico obiettivo comune a tutti i manifestanti, di battersi contro «le misure di austerità, l'appartenenza dell'Italia alla zona euro e il deterioramento del tenore di vita».

Anche il Washington Post ha scritto sui "Forconi". Secondo il WaPo, la strategia unitaria esiste, ed è ben chiara: «mandare a casa tutti i politici nella speranza di porre fine al malessere del Paese». E nel pezzo si contrappone l'esortazione di Beppe Grillo (sul suo blog), che ha chiesto alla polizia di non interferire con i manifestanti, con l'analisi di Stefano Folli (Sole24ore) che ritiene che si tratti di anarchici privi di un'organizzazione unitaria, e quindi molto pericolosi - Folli aveva definito il movimento «cupo e inquietante».


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