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sabato 7 dicembre 2013

Ci sono un po' di guai con le armi chimiche siriane

In una lettera scritta dal segretario generale della Nazioni Unite al Consiglio di Sicurezza, si legge la profonda preoccupazione di Ban Ki Moon sulle operazioni dello staff dell'Opcw che sta operando in Siria. La lettera, che doveva essere riservata è stata integralmente pubblicata nel sito internet del reporter Nabil Abi Saab (corrispondente dal palazzo dell'Onu per la TV americana in lingua araba al-Hurra), prima della pubblica diffusione.

Da quello che scrive Ban lo spostamento dello staff composto da 15 esperti più altre 48 persone d'appoggio, è reso complicato dal perpetrarsi del conflitto e dall'enorme emergenza umanitaria - «La situazione della sicurezza è instabile, imprevedibile e altamente pericolosa» ha scritto. E a queste condizioni, si legano le preoccupazioni per la sicurezza della Fase III dell'operazione, quando le 1.200 tonnellate di materiale dovranno essere spostate verso il porto di Latakia e trasportate via mare - probabilmente con navi cargo norvegesi e danesi - verso la Mv Cape Ray, la nave che gli Stati Uniti hanno messo a disposizione per procedere alle operazioni di neutralizzazione di composti in sito. Le strade di comunicazione, sarebbero campi di battaglia e non è ancora chiaro se aggirarle o richiedere la momentanea sospensione degli scontri.

La base di al-Safira, nella zona di Aleppo
Ma la più forte delle perplessità espresse da Ban, è collegata all'attuale Fase II delle operazioni - quella delle ispezioni dell'Opcw attualmente ancora in corso. Nella lettera, infatti, trapela che ci sarebbero dei "buchi" nei controlli. Sembrerebbe infatti che gli scontri tra ribelli e filo-governativi, avrebbero reso poco sicure le ispezioni in 3 dei 23 siti dichiarati da Assad. In due i tenici Opcw si sarebbero fatti sostituire da delegati del governo siriano, dotati di telecamere sigillate con Gps, per quanto meno filmare - e avere certezze - le reali condizioni delle basi. Dai dati satellitari e dalle registrazioni, i video forniti dai siriani sono stati comunque successivamente autenticati dall'Opcw.

Resta invece un sito non ancora ispezionato, che il governo ha dichiarato dismesso, ma che secondo alcuni analisti potrebbe trattarsi invece di quello di al-Safira (area a sud di Aleppo, nei pressi del lago Jabbul, dove ancora la battaglia è intensa), che sarebbe all'opposto uno dei più importanti - dove il gas nervino viene prodotto e caricato sui missili di "categoria 3", come quelli che hanno colpito nei due quartieri di Damasco il 21 agosto.

L'Opcw si sarebbe riservata la possibilità di intervenire quando le condizioni di sicurezza miglioreranno.


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