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domenica 1 dicembre 2013

Ancora "medioevali" contro l'Aids

Oggi 1 dicembre è la Giornata Mondiale contro l'Aids: l'infezione da HIV continua la propagazione e rimane la pandemia responsabile di più vittime al mondo.

All'Italia spetta il triste primato di essere il Paese europeo con più decessi annuali: 1700 morti nel 2012 - trend crescente, nel 2001 erano 1400. L'Istituto Superiore di Sanità per il 2012 ha registrato 3800 nuovi casi di persone infette. Complessivamente il numero di italiani sieropositivi tocca quasi i 140 mila.

Sono soprattutto i giovani a sottovalutare i rischi della malattia: 1 su 3 pensa che ''esista ma sia tenuta sotto controllo e non faccia quasi più vittime'', 1 giovane su 5 è a rischio perché non ne ha sentito parlare a scuola e solo raramente sui media - dati di un'indagine Doxa realizzata tra i giovani dai 16 ai 34 anni per il Cesvi.

In aumento i casi fra i giovanissimi con il picco di infezioni - il 36,1 per cento dei casi totali - che torna a colpire dopo anni la fascia d'età "25-34 anni". Nel 2012, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è stata attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l'80,7 per cento di tutte le nuove diagnosi

Nel mondo l'Africa sub-sahariana continua a essere la regione più colpita, con 23 milioni di persone che colpite dal virus Hiv (di cui 2,9 milioni di bambini) - praticamente il 67 per cento su scala mondiale. Nel 2012 le nuove infezioni sono state 2.5 milioni, 1.7 milioni i decessi (230.000 su minori).

Sebbene sembrerebbe che nel mondo dal 2001 al 2012 il numero di persone che hanno contratto l'Hiv sarebbe sceso di un terzo del totale ed è addirittura dimezzato nel caso dei bambini, è immane il lavoro che ancora c'è da fare - in questi giorni, un piccolo contributo concreto si può offrire al Cesvi, con la campagna "Fermiamo l'Aids sul crescere" (inviando un sms da 2 euro al 45503 da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e No'verca o chiamare da rete fissa TWT, oppure donare 5 e 10 con una chiamata al 45503 da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali).

Ignoranza, sottovalutazione, chiusura, scarsa sensibilità e poca diffusione nei media: sono le principali ragioni individuate come responsabili della nostra situazione.



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