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martedì 10 dicembre 2013

A spiare i videogiochi, si rischia la paranoia

È uscito un nuovo scoop sulla questione "Datagate" - ne ho parlato in un post su Formiche: " L’Nsa sullo spionaggio dei videogiochi rischia la paranoia".

Che cosa è successo, in breve. Dagli ultimi leaks rivelati da Snowden al Guardian, poi trasmessi al New York Times e a Pro Publica, sembrerebbe che gli agenti dell'Nsa statunitense e quelli del Gchq britannico, starebbero - da anni - spiando gli avatar degli utenti dei videogiochi online.

Si tratta di "World of Warcraft" e "Second Life" e alcuni altri non specificati - avrebbero tenuto sotto controllo anche gli accessi a Internet dalle console Xbox Live (anche di quelli che ci andavano per fare il torneo di Pes e Fifa).

Dunque, il punto è che certe piattaforme sono "abitate" da avatar per lo più innocui, nerd che passano la notte a gironzolare su e giù per il pianeta di Azeroth, tra Regni Orientali, Kalimdor, Nordania e Pandaria e che contano i giorni per il rilascio delle nuove espansioni. Solitamente, i tipi, non sono terroristi, anche perché tutto avviene sotto l'occhio attento (e registrante!) dell'azienda sviluppatrice, che cerca - non riuscendoci troppo, stante alle derive (a)sociali e umane che spesso ne seguono - di gestire a moderare il tutto. Ci sarà qualche maniaco, qualche invasato, qualcuno che preferisce una serata a lottare con draghi e demoni, centauri, non morti, naga yeti e via dicendo, piuttosto che uscire per una birretta con gli amici: ma da lì a cercarci dentro i membri al Qaeda ci corre.

E infatti, in tutti questi anni, non hanno scovato nessuno. Allora, nonostante - si ricorda - in questo blog la sicurezza è considerata prioritaria, anche a costo di un pezzetto di libertà, mi sembra che così si rischia che diventi paranoia.


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