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lunedì 11 novembre 2013

Zarif ha un po' cambiato posizione sulla Francia

Oggi, in un post su Facebook, il ministro degli Esteri iraniano Zarif, ha fatto riferimenti diretti a «una delegazione che ha avuto dei problemi» non permettendo la ratifica dell'accordo. L'accusa alla Francia è implicita, ma sembra chiaro che tra tutte le delegazioni sedute al tavolo è quella di Parigi additata come responsabile dello stallo anche da Zarif.

I rapporti tra Iran e Francia sono andati inasprendosi dal 2007, quando Sarkozy e Ahmadinejad si scornarono in diverse occasioni.

Mentre non sembra chiaro il perché della posizione intransigente rappresentata da Fabius - sebbene la Francia abbia avuto in politica estera sempre visioni molto indipendenti, quello che viene chiamato "eccezionalismo francese" - sembra invece chiaro il perché del cambiamento delle posizioni di Zarif.

Nei primi commenti il ministro aveva sorvolato su quanto accaduto, ma le critiche suscitate a Teheran dal ruolo giocato dalla Francia, lo hanno indotto a esprimere un'idea più ferma e risoluta. E nonostante il presidente Rohani abbia scommesso il suo incarico interpretando posizioni moderate e riformiste, ha esternato anche lui il suo malumore.

La questione va oltre il blocco dei negoziati in sé. La "red line" richiesta dall'Iran, infatti passa per la non rinuncia all'arricchimento dell'uranio, argomento su cui invece la Francia avrebbe fatto pressioni - e su cui in terra iraniana non si accetterebbero compromessi.

Circostanza questa, che ha spinto il Segretario di Stato americano Kerry, a dare una lettura diversa della vicenda, "scagionando" dalle responsabilità i francesi, indicando proprio l'Iran come responsabile del fallimento - momentaneo, va detto - degli accordi. Della stessa idea anche il francese Fabius, che ha rimbalzato le responsabilità dirette, dichiarando che le potenze del 5+1 sono tutte «assolutamente d'accordo».

La vicenda ha riporta John McCain - sconfitto sfidante di Obama  nel 2008 - alle cronache internazionali: con un tweet ha espresso felicità per il saltato accordo e si è complimentato con i francesi per averlo permesso: «La Francia ha avuto il coraggio di prevenire un pessimo accordo nucleare con l’Iran. Viva la Francia!».

La diplomazia non è mai stata il suo forte.


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