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martedì 5 novembre 2013

Un altro attacco drone e un altro pasticcio: la morte di Mehsud

Il leader talebano Hakimullah Mehsud è stato ucciso venerdì (1 novembre) durante un attacco con i droni. La morte di Mehsud è arrivata in un momento cruciale degli sforzi del Pakistan per porre fine alla sanguinosa insurrezione del gruppo che da sei anni ha lasciato migliaia di soldati, poliziotti e civili morti.

«Il governo del Pakistan non vede questo attacco come un attacco su un individuo, ma sul processo di pace» ha commentato seccamente il ministro dell'Interno Chaudhry Nisar al giornale pakistano Express-Tribune. Il giorno stesso, infatti, una delegazione governativa doveva incontrarsi proprio con Mehsud nell'ambito dei negoziati di pace avviati dal Pakistan con i talebani.

Alle parole di Nisar l'America ha risposto che l'eventuale processo di pace, si tratta di una questione interna - al Pakistan. Il portavoce del Dipartimento di Stato ha dichiarato: «Stati Uniti e Pakistan continuano ad avere un interesse strategico condiviso e fondamentale nel porre fine alla violenza estremista in modo da costruire una regione più prospera, stabile e pacifica. Abbiamo un dialogo costante con il Pakistan per quanto riguarda tutti gli aspetti della relazione e dei nostri interessi comuni, tra cui la sicurezza e la cooperazione antiterrorismo, e lavoriamo insieme per affrontare i problemi degli altri».

Il fatto però, è che quelle "prosperità, stabilità e pace", passano anche attraverso i dialoghi che in questo momento il governo di Islamabad - con il pm Sharif in testa - stanno (o stavano ormai?) portando avanti. E sebbene il Pakistan non sia il più affidabile dei partner, gli Usa, come spesso è successo, sono entrati nelle dinamiche interne al Paese e nei delicati equilibri che conseguono, con la delicatezza dell'elefante nella cristalleria - o del "drone in Pakistan".
Area controllata dai talebani e luogo dell'attacco drone a Mehsud

I talebani, che controllano la regione nord occidentale del Waziristan, hanno già messo in chiaro come vedono l'intervento statunitense all'interno di questi passaggi; il portavoce Azam Tariq ha dichiarato: «Ogni goccia di sangue di Hakimullah si trasformerà in un attentatore suicida. L'America e i loro amici non dovrebbero essere felici perché ci prenderemo la vendetta per il sangue del nostro martire». Dunque stop ai dialoghi di pace, con ogni probabilità.

Intanto il consiglio del Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp) si è riunito sabato per prendere l'importante decisione sul nuovo leader: sembrerebbe possa essere Khan Said Sajna, anche se la decisione definitiva è stata negata. A contendersi il controllo con Sajna c'è Mullah Fazlullah, comandante talebano della valle di Swat, i cui uomini sono saltati alla ribalta delle cronache mondiali, per aver quasi ucciso Malala.

Dopo il riavvicinamento dei rapporti tra Pakistan e Stati Uniti, l'incursione contro Mehsud sembra poterli già raffreddare - oltretutto, Sharif utilizzerà sia il fatto in sé, sia il contesto temporale in cui è avvenuto, come ulteriore leva alla sua campagna populista contro l'uso dei droni.



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