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giovedì 21 novembre 2013

"Salve, Piemonte!"

Dopo che qualche giorno fa la Cassazione aveva confermato la sentenza della Corte d'Appello di Torino che condannava Michele Giovine per falsi elettorali  - la sua lista "Pensionati per Cota", 27 mila preferenze, aveva raccolto firme false per sostenere la presentazione - il governatore Cota, in queste ore, è finito indagato (senza archiviazione e con probabile rinvio a giudizio) per una storia di rimborsi pagati dalla regione a vari esponenti politici. Tra questi - sarebbero 43, 19 sono del Pdl, 12 della Lega, 3 di Idv e 2 di Udc, e ancora, uno per la lista "Uniti per Bresso", uno per la "Insieme per Bresso", uno per Sel, uno per "Verdi Verdi", uno per "Moderati", uno per "Pensionati per Cota" e uno per il Gruppo Misto - c'è anche lo stesso Cota. Governatore a tutti gli effetti illegittimo, vista la sentenza della Cassazione.

Ora la questione non è il giustizialismo, ma qui si parla di seguire quanto meno una continuità, una coerenza di linea: perché per la Lega Cancellieri doveva dimettersi e Cota no?






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