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giovedì 14 novembre 2013

Populisti d'Europa, unitevi!

Neanche il tempo di pensarci troppo su: erano una decina di giorni fa quando il premier Letta in quell'intervista concessa contemporaneamente a sei quotidiani diceva:
Combattere i populismi o distruggeranno l’Europa
Oggi hanno cominciato, o almeno vorrebbero. È nata infatti stamattina all'Aia l'alleanza degli euroscettici, imbastita intanto da Marine Le Pen - rafforzata dal consenso interno (vedi la vicenda di Brignoles) - e Geert Wilders. Storica destra ultra conservatrice francese e populisti anti-islamici olandesi.

E cos'hanno in comune i due partiti? Tanto, molto, a cominciare dalla profonda convinzione che l'Unione Europea debba finire.

Qual è il progetto? Unire le forze per le prossime elezioni europee. Che uno, d'impatto, pensa: "ma come, dicono che l'UE non deve esistere, e poi cercano di entrare all'europarlmento"? Sì, ma il piano è più ampio. L'ha spiegato proprio Le Pen - con quel classico mix di complotto e "V per Vendetta" - in un'intervista al Telegraph, dove ha affermato che  se ci fosse più presenza di euroscettici dentro, il Parlamento europeo crollerebbe «come è crollata l'Unione Sovietica».

Per riuscire nel loro obiettivo, dovrebbero ottenere almeno 25 eletti - numero necessario per formare un gruppo parlamentare indipendente. E i dati gli danno fiducia: sembrerebbe infatti che possano contare sul 20 per cento dei consensi - globalmente -, valore che raggiunge picchi superiori in Gran Bretagna e scende leggermente in Italia (19%) e più sensibilmente in Spagna (12%).

Cercano alleati, perché quegli eventuali 25 devono arrivare da 7 paesi diversi dell'Unione. In Italia hanno subito guardato alla Lega, in fase di sanguinoso riassetto che troverà pace, forse, questo fine settimana. Lega che tramite il proprio organo di stampa la Padania, ha subito appoggiato l'iniziativa dedicandogli oggi una paginata di racconti e approfondimenti. Lega ma non solo.

Già perché gli alleati ideali sarebbero quelli di Forza Nuova, che i tedeschi di Deutsche Welle rappresentano tra quelle forze di estrema destra che in Italia sarebbero sottovalutate. Anche perché la questione prende un altro significato: infatti non si tratterebbe soltanto di pesare l'entità elettorale di certi partiti, ma nell'assottigliamento continuo nelle differenze tra "destra" ed "estrema destra", la potenziale constituency assumerebbe caratteri - e dimensioni - diverse. Praticamente, succedere un po' quello che i repubblicani americani temono possa succedere con il Tea Party.

Ma visto che è di populismo che si parla, Le Pen e Wilders avrebbero guardato anche al Movimento 5 Stelle: grossa la continuità di posizioni sulle tematiche anti-euro, i referendum per uscirne, e poi la questione della nazionalizzazione delle banche. I deputati M5S per il momento smentiscono, staremo a vedere. Di sicuro alleandosi con certi soggetti politici in Europa, i Cinquestelle perderebbero credibilità nella vasta area di elettorato di sinistra - e centrosinistra - che nel corso del tempo sono riusciti a conquistare. Certo, acquisendone, però, dall'altra parte: dove le patricide diatribe tra Alfano e Berlusconi potrebbero infastidire qualche buon elettore - potrebbero, poi si tratta di Berlusconi quindi.

Quello che fin qui è pacifico, è che l'alleanza tra Front National e Partito per la Libertà è un pericoloso trampolino per far acquisire a certe posizioni rilevanza ultra-nazionale. Da combattere, senza paura di sembrare impopolari e senza essere terrorizzati dal consenso immediato - a quello già ci pensano loro.






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