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mercoledì 6 novembre 2013

In Siria ci risiamo, più o meno

L'inviato delle Nazioni Unite e della Lega Araba, Lakhdar Brahimi, ha detto che ancora «si sta vedendo se sarà possibile programmare la conferenza di pace entro l'anno». I negoziati non procederebbero come dovuto, e nonostante Assad si sia dimostrato disponibile e collaborativo per quel che riguarda lo smantellamento delle armi chimiche in suo possesso, si sarebbe detto non pronto per negoziare le pace e consegnare il potere.

Dall'altra parte, comunque, l'opposizione vive una serie intricata di problemi e contraddizioni, essenzialmente legati alla possibilità e necessità di costruire un fronte unito, e alla presenza - come si diceva - di infiltrazioni qaediste all'interno dei gruppi degli insorti.

Proprio su questo si espresso Jarba, uno dei leder degli oppositori, che si è dichiarata disposto a partecipare alla conferenza di pace di Ginevra, solo come parte di un fronte unito e solo se i colloqui dovessero avvenire all'interno di un "cessate il fuoco".

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