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martedì 19 novembre 2013

Gettysburg: le 280 parole che hanno costruito gli Stati Uniti

Gettysburg, Pennsylvania, un piccolo paese di poco meno di dieci mila abitanti, che è diventato il simbolo di una nazione: gli Stati Uniti d'America. E l'eternalizzazione dei luoghi, arriva dalle parole: 280 parole per l'esattezza. Quelle pronunciate dal presidente Abramo Lincoln all'inaugurazione del cimitero militare, il 19 novembre 1863, dove vennero raccolti i corpi – e in molti casi quel che ne restava – dei morti nella battaglia tra unionisti e sfascisti, consumata quattro mesi prima.

Vinsero i nordisti, respingendo le truppe del Sud guidate dal generale Lee, vanificando le grandi speranze degli Stati Confederati e rafforzando la determinazione di Lincoln nell'azione unionista: serviranno altri due anni prima di chiudere il conflitto, ma i simboli contano e Gettysbrug nell'immaginario americano è il simbolo del futuro che è diventato realtà nella nazione presente. Quello di cui appunto parlava Lincoln: «I coraggiosi uomini, vivi e morti, che qui combatterono, lo hanno consacrato, ben al di là del nostro piccolo potere di aggiungere o portar via alcunché. Il mondo noterà appena, né a lungo ricorderà ciò che qui diciamo, ma mai potrà dimenticare ciò che essi qui fecero. Sta a noi viventi, piuttosto, il votarci qui al lavoro incompiuto, finora così nobilmente portato avanti da coloro che qui combatterono».

Ogni anno si celebrano reenactments, celebrazioni della battaglia, ricostruzioni di quel campo in cui lasciarono la vita, ma non i sogni, otto mila combattenti di entrambi gli schieramenti, gli «onorati morti» li definì Lincoln. Ed è qui la forza del discorso di Gettysburg, qui lo spirito di eternalizzazione: l'immolarsi per «la causa per cui hanno offerto definitiva misura di devozione». Tutti i morti, qualsiasi sia lo schieramento, contano per un valore infinito. Lincoln con quelle 280 parole eleva Gettysburg a mito: senza prendere minimamente il ruolo di primo piano, dell'uomo più importante degli Stati Uniti in quel momento, non resta che un'immagine sfocata durante la cerimonia. Ma sono le parole, la ragione e la forza della storia. Ricomposizione intellettuale dell'azione, della battaglia: a Gettysburg c'è la tragedia, la purificazione e la rigenerazione di un popolo. C'è l'esperienza americana assoluta, definitiva.

Soffrire per vincere, convinti di essere dalla parte della ragione: il messaggio di Lincoln travalica i tempi fino agli americani del 2013. Oggi tocca ad Obama - che alla fine non è andato di persona e si è pure dimenticato un pezzo nel video del discorso recitato - parlare dal Cemetery Memorial di Gettysburg per celebrare il 150esimo anniversario del Gettysburg Address - come lo chiamano gli americani -, il discorso più famoso della storia statunitense. Ma sarà soltanto un altro segno negli annali, poi la storia rimetterà le cose al loro posto e Gettysburg tornerà ad essere quella di Lincoln.

Fonte video: Ken Burns


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