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giovedì 7 novembre 2013

Forbes sulla "Google Tax"

La rivista americana Forbes si è già espressa un po' di tempo fa, sull'idea che circola in Italia, di mettere una tassa sui ricavi di Google - e non solo - sul nostro paese: il titolo del pezzo firmato da Tim Worstall è "L'Italia propone una Google tax, completamente illegale". E già basterebbe così per capire un po' il modo di come gli americani - per bocca del bisettimanale newyorkese - vedono la faccenda.

«È davvero giunto il momento che i politici europei capiscano le leggi e le regole che essi hanno già sottoscritto», comincia Forbes. Il punto sta nel fatto che alcuni politici europei - italiani, ma non solo - sarebbero turbati dal fatto che Google, Facebook, Amazon, eccetera, abbiano piazzato le loro sedi in un solo Paese dell'UE, ma operino in tutti gli altri Stati membri.

Ma il problema, secondo la rivista, è che «ciò che sfugge loro è che questa è la pietra angolare, il più fondamentale degli attributi di base, dell'approccio dell'Unione europea al commercio. Il punto è che dovrebbe essere un mercato unico, e in quanto tale un business deve essere dunque in grado di vendere oltre quei confini internazionali». «È difficile sapere quanto dovremmo essere infastiditi da questi politici», scrive ancora Worstall, aggiungendo: «Sono davvero così ignoranti che non capiscono il sistema che loro stessi hanno costruito? O se invece lo capiscono, stanno solo proponendo idee illegali per ottenere un guadagno politico immediato?».

Torna anche in questo caso,l'argomento della necessità di guadagnare un rapido consenso politico, da consumare nell'immediatezza - qui e subito. 

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