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giovedì 28 novembre 2013

#DecadenzaBerlusconi: le reazioni del mondo

Tantissimi siti e giornali di stampa estera hanno parlato fin dalla mattinata di ieri, della decadenza di Berlusconi da Senatore della Repubblica italiana. E la notizia continua ancora ad avere spazio - Anna Ditta per The Post Internazionale ha raccolto in un articolo le reazioni in giro per il mondo, dagli Stati Uniti alla Germania, dall'Australia alla Turchia.


Il Guardian ha pubblicato una timeline con la storia di Berlusconi dal 1993 a oggi. A cui si aggiunge un articolo di analisi, in cui sostiene che l'allontanamento del Cavaliere era da considerarsi inevitabile, ma «ora la domanda che la maggior parte degli osservatori si chiedono è quanto ciò durerà - e nessuno crede che l'espulsione di per sé lo fermerà».


Il Financial Times scrive che «con le sue vaste risorse finanziarie e l'influenza dei media, probabilmente Berlusconi rimarrà una spina nel fianco del governo del primo ministro Enrico Letta, anche se il leader del centrodestra ha perso oltre 6 milioni di voti nelle elezioni dello scorso febbraio rispetto al 2008».


Restando nel Regno Unito il conservatore Telegraph commenta che Silvio Berlusconi «non se ne sarebbe mai potuto andare in silenzio», definendolo «l'uomo che ha dato un nuovo significato alla parola faccia tosta», e aggiunge «ignominiosamente spogliato del suo seggio in parlamento a seguito di una condanna per massiccia frode fiscale».


L'Economist, in passato spesso molto duro su Berlusconi - così come sull'Italia - titola solamente «espulso», scrivendo che il cavaliere «"era" un politico italiano nonché il suo attore più stravagante», ma a causa delle sue vicende giudiziarie ancora aperte, «la storia di Berlusconi, che ha stregato gli italiani per più di 20 anni, è tutt'altro che finita».

In Germania, il quotidiano Die Welt scrive che l'espulsione di Berlusconi dal Parlamento costituisce un momento storico, «brusco risveglio» per l'Italia lo definisce, che segna la fine della Seconda Repubblica italiana.


La Frankfurter Allgemeine fa leva sull'immunità, sottolineando che con l'espulsione dal Senato, Berlusconi perde la carica politica più importante e che gli garantiva l'ampia tutela dai magistrati.



Il sito dello Spiegel racconta che lunedì Berlusconi era ancora con «l'uomo più potente del mondo», il suo ospite Vladimir Putin. E oggi invece affronta «la più grande vergogna concepibile»: essere espulso dal Senato.



In Spagna, il quotidiano El Paìs dedica a Berlusconi e un dossier che ricorda passo dopo passo tutta la storia del Cavaliere insieme a due gallery di immagini.


È del El Mundo il titolo forse più duro, «Né morto né vivo: un vampiro», e definisce il Cavaliere «una vittima della sua stessa bulimia e ostaggio di immunità e impunità».


In Francia Liberatìon sottolinea il «j'accuse» di Berlusconi che si dice «vittima di una persecuzione» politica e giudiziaria.


Per Le Figaro l'espulsione dal Senato è invece l'atto conclusivo di una «discesa agli Inferi cominciata a novembre de 2011», quando fu «attaccato dai mercati, umiliato al G20 di Cannes e congedato dal presidente Giorgio Napolitano che lo ha rimpiazzato al governo con l'economista Mario Monti».


In America il Wall Street Journal ha pubblicato la notizia in apertura sottolineando che la votazione «ha segnato il culmine di quasi quattro mesi di fervore politico che ha avuto inizio in agosto con la condanna per frode fiscale dell'uomo che ha dominato la vita politica italiana per due decenni».


Il Washington Post ha scritto che «dopo settimane di manovra, ricorsi e persino un tentativo di far cadere il governo, le tattiche di ritardo di Berlusconi hanno avuto fine quando il Senato ha votato di cacciarlo fuori dalla Camera a causa di una condanna frode fiscale».


Anche il New York Times la vede allo stesso modo e in un articolo Jim Yardley ha scritto che: «Dopo aver speso mesi fabbricando ad arte ritardi procedurali o congiurando melodrammi politici con il fine di salvarsi, Silvio Berlusconi oggi ha dovuto accettare l'inevitabile: essere espulso dal Senato, un'espulsione tragica e umiliante, mentre altri potenziali problemi si profilano al suo orizzonte».



Il sito in inglese di Al Jazeera - autorevole emittente internazionale con base in Qatar - scrive che sebbene sia decaduto da senatore, «in molti credono che il 77enne possa risorgere ancora», e che la coalizione potrebbe essere vulnerabile anche con Berlusconi fuori dal Parlamento.


Come riporta anche Ditta su TPI, Berlusconi guadagna la prima pagina anche sul giornale turco Hurriyet secondo il quale «il voto, che arriva dopo mesi di scontri politici, apre una fase incerta nella politica italiana, con il 77enne miliardario che si prepara a usare tutte le sue enormi risorse per attaccare la coalizione di governo guidata dal premier Enrico Letta».


Infine l'australiano Herald Sun scrive che «anche se Berlusconi non avrà un seggio in Parlamento, rimarrà influente nella politica italiana», soprattutto dopo che «ha rilanciato il suo partito Forza Italia ed è ancora a capo di milioni di fedeli sostenitori».


Altro sul sito PolisBlog e sul sito del Fatto Quotidiano.






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