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sabato 23 novembre 2013

Ci sono in ballo molti soldi, per spiegare la posizione di Parigi sul nucleare iraniano

Non si sa l'esito degli accordi sul nucleare in Iran: secondo Press Tv - l'emittente statale iraniana - sarebbero già fatti, con l'arrivo di Kerry e i parigrado russo Lavrov e inglese Hague (si attende in queste ore il cinese Wang Yi e gli altri, per ratificare l'intesa). Da quanto raccontato a Teheran, sembra che sul tavolo ci sia un accordo temporaneo, che permetterà di continuare all'Iran l'iniziativa nucleare (civile) per sei mesi, che prevede il blocco dell'arricchimento di uranio bellico e l'accettazione di un "più rigido" sistema di ispezioni internazionali.

Intanto, però, c'è un possibile - non dimostrabile chiaramente - retroscena di Daniele Raineri sul Foglio, che spiega (bene) perché la Francia starebbe giocando, o avrebbe giocato, il ruolo di "poliziotto cattivo" al tavolo dei negoziati. Ci sarebbero in ballo circa 80 miliardi di dollari: quelli previsti dalla Giordania per la costruzione della prima centrale nucleare. Soldi messi nel progetto anche dall'Arabia Saudita, che ha pure ordinato (costo 1 miliardo di dollari) sei navi da guerra da costruire nei cantieri francesi.

I sauditi sono alleati francesi, i sauditi sono nemici dell'Iran - e della Siria, di cui Teheran è il più grosso sostenitore -, i francesi sono "amici" dei sunniti (la Giordania, come l'Arabia, è sunnita; mentre Iran e Alawiti siriani no). La questione si complica, anche perché l'asse delle preoccupazioni per la corsa all'armamento nucleare iraniano, si è spostato da Israele a Riad. Sarebbero i sauditi al momento i più preoccupati se l'Iran dovesse costruire la bomba atomica.

Dell'asse Parigi, Riad e Gerusalemme, si è parlato più volte nella scorsa settimana: soprattutto in occasione della visita di Hollande al Knesset - il Parlamento isrealiano - in cui è stato accolto tra gli applausi.

Forse Hollande sta cercando di riqualificare la sua presidenza attraverso una politica estera sempre più indipendente ed eccezionalista, visto che i sondaggi lo danno a un livello di gradimento bassissimo: intorno al 15%.


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