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martedì 1 ottobre 2013

Tanto per dire, che in fondo non ero matto

Ieri avevo scritto di come i numeri certificassero il fallimento dell'abominio politico promosso da Berlusconi sabato.

Tra quei numeri, uno era quello che indica il valore del titolo finanziario di Mediaset: si diceva che l'iniziativa era sbagliata anche perché proprio Mediaset, che aveva guadagnato - anzi riguadagnato - il 100% del proprio valore nei mesi di moderazione del Cavaliere, dopo l'apertura della possibile crisi di governo aveva perso di botto oltre il 3%.

A riprova di quanto questo sia verità - e verità oltre le parole - oggi, davanti alla possibilità che il piano di Berlusconi fallisca e che ci siano una quarantina di senatori pronti a votare la fiducia e voltargli le spalle, e alla possibilità che questi dissidenti spacchino il Pdl (o Forza Italia, prima ancora che nasca del tutto) e si crei un Letta bis, con benedizioni varie; ecco insomma, davanti a tutto questo, il titolo Mediaset è tornato su di 5 punti percentuali (anche Mediolanum è in positvo).

Serpi in seno, si direbbe: investitori che credono che Berlusconi sia il problema, invece. Anche perché mano a mano che la crisi si andava smaterializzando - salvo colpi di scena, che non si sa mai - anche la Borsa guadagnava per chiudere oltre al 3%.

(E tutto questo, non è così perché lo dico, sia chiaro: è così perché lo dicono i numeri).


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