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venerdì 25 ottobre 2013

La prima donna d'Israele

Dopo la scelta di Obama di affidare l'incarico di guidare la Fed a Janet Yellen - e dopo quella che fu già di Putin di affidarsi a Elvira Nabiullina per mediare le sorti di Bank Rossii – è arrivata qualche giorno fa la nomina di un'altra donna alla guida di una Banca centrale. Si tratta di Karnit Flug nominata, al termine di mesi di incertezza, dal premier israeliano Benyamin Netanyahu e dal ministro della Finanze Yair Lapid, come guida della Banca d'Israele.

E va bene che non avrà l'impatto mediatico delle nomine delle altre due - in verità non ne ha parlato quasi nessuno - ma è un segno, una traccia che forse vale la pena riportare.

Flug è stata negli ultimi anni il braccio destro dell'ex governatore Stanley Fisher – economista di fama mondiale, che aveva lasciato il suo incarico a giugno. Prima di lei la scelta era direzionata su un altro ex governatore, Yaakov Frenkel, costretto a ritirarsi dopo che la sua nomina aveva suscitato svariate critiche, culminate nella scoperta di un imbarazzante episodio: nel 2006, infatti, sarebbe stato accusato di aver rubato un profumo al duty free dell'aeroporto di Hong Kong; sebbene la vicenda non avesse comportato nessuna conseguenza, rivangarla sarebbe bastato per spingerlo a ritirare la propria disponibilità. Successivamente arrivò Leo Leiderman, ritirato anche lui dopo pochi giorni dalla designazione ufficiale: il motivo, secondo il quotidiano "Haaretz" sarebbe legato all'esame della candidatura, in cui si è venuto a conoscenza che le dimissioni da un precedente incarico a Deutsche Bank, sarebbero state conseguenti ad un caso di molestie sessuali.

Stando al retroscena che ricostruisce "Haaretz", la decisione di Netanyahu sarebbe definitivamente maturata giovedì scorso al termine di una riunione di routine, in cui Flug – capo vicario della Banca, nei 112 giorni dopo l'addio di Fisher – avrebbe impressionato particolarmente il primo ministro per la chiarezza della sua politica, la precisione della sua analisi sul futuro dell'economia israeliana e per le buone relazioni emerse dalle consultazioni con i leader della Fed, Bernanke prima e Yellen adesso.

Netanyahu su Flug avrebbe cambiato idea, dopo che in un primo momento aveva categoricamente escluso la sua nomina. A tal proposito il "Financial Times" riporta le dichiarazioni di Shelly Yachimovich, capo del partito laburista (opposizione): «Anche se il processo di nomina è stato viziato, a volte ridicolmente, Netanyahu in definitiva ha riconosciuto e modificato il suo errore. È stata presa la decisione giusta».

Gli analisti hanno ben accolto la nomina. Soprattutto in funzione dell'importante decisione di tagliare i tassi di interesse dello 0,25 per cento del mese scorso, con la quale Flug ha mostrato coraggio e indipendenza, andando contro le posizioni di alcuni colleghi del comitato monetario della Banca. Amir Eyal, presidente della casa di investimento Infinity, raggiunto da "Reuters" ha detto che si aspetta che Flug attui una politica monetaria espansiva, sostenendo le esportazioni e l'occupazione e seguendo le orme di Fischer.

Dopo le accuse di sessismo ricevute da parte dell'opposizione, la decisione di Netanyahu - magari viziata anche dalla scelta di Obama su Yellen - sembra essere un'altra inversione della rituale tendenza di nominare alla guida dei massimi organismi economici, soltanto uomini. Sebbene le circostanze quasi obbligate che hanno portato alla scelta finale, potrebbero confermare in parte quello di cui si era già parlato.



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