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martedì 15 ottobre 2013

Il grafico del debt ceiling

Politico scrive che secondo "fonti ben informate", la soluzione allo shutdown potrebbe trovarsi entro oggi - tuttavia dovrà passare alla Camera, prima del via libero definitivo.

S'è detto che ci si porta dietro un grosso rischio accessorio - legato quanto mai al tempo. Infatti le trattative sono vincolate alla data del 17 ottobre, dopodomani, quando la politica statunitense dovrà decidere sul debt ceiling, cioè l'innalzamento del tetto del debito (c'è anche un bel documentario della BBC).

Tutto fa pensare che le due questioni verranno risolte contemporaneamente, magari attraverso passaggi che rimanderanno la soluzione definitiva più avanti: sembra infatti che nel possibile accordo si preveda la riapertura delle strutture federali fino al 15 gennaio e l'innalzamento del tetto entro il 15 febbraio. Già dai giorni passati si era parlato della possibilità d'intesa "a tempo determinato"; il New York Times ha costruito un'infografica continuamente aggiornata sulle trattative - che si compongono anche di alcuni singoli provvedimenti specifici passati in questi giorni alla Camera, alcuni anche al Senato, altri sui quali Obama ha minacciato di porre il veto.

A dare man forte alle ipotesi di risoluzione, anche le parole di Harry Reid, capo dei senatori democratici, che sta conducendo le trattative con il suo parigrado repubblicano Mith McConnel - visto che Obama ha rifiutato gli incontri con Boehner - e che si è detto fiducioso e "molto ottimista sulla possibilità di raggiungere questa settimana un accordo di natura ragionevole per riaprire il governo, pagare i conti e iniziare trattative a lungo termine".

Nessuno sa con certezza che cosa accadrebbe se la più grande economia del mondo smettesse di pagare le sue "bollette", perché una circostanza del genere non si è mai verificata. Anche se in un paio di occasioni ci si è andati vicini.

La più recente fu nel 1979, quando un errore dei calcoli del Tesoro mandò inavvertitamente in default gli Stati Uniti per circa 122 milioni di dollari di mancata copertura - una sciocchezza, in confronto agli 800 miliardi di debito che aveva in quegli anni. La sciocchezza, però costò 6 miliardi di dollari - come dimostra uno studio successivo - frutto dell'aumento del costo del denaro dello 0,6%.

Le altre due circostanze, nel 1933 e 1790, ebbero sviluppi analoghi a quelli attuali in Grecia, con i creditori costretti a prendere soldi dei dovuti.

Sul sito Whitehouse.gov c'è ricostruito l'andamento del tetto del debito dal 1980 a oggi: bei tempi quelli degli 800 miliardi del 1979! Nel grafico, che chiude intorno ai 17500 miliardi di dollari - cifra stimata per l'aumento di questa volta - si ricostruisce un aumento pari a 481 miliardi medi annui nel corso degli anni - con un incremento notevolmente superiore negli ultimi 5 anni -, che equivalgono ad una crescita del debito pubblico di circa 20 volte nell'arco degli ultimi 33 anni. Sotto al grafico sono riportate le situazioni politiche alla Camera, al Senato e alla Casa Bianca.

Graph of debt ceiling




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