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sabato 19 ottobre 2013

Essere due volte più buono

Bin Adewunmi sul New Statesman, ha scritto un bell'articolo che parla del perché sia ancora innovativo per un programma televisivo, avere una protagonista donna e di colore.

Adewunmi, giornalista che attualmente vive ad Hackney - quartiere del nord est londinese, noto per aver dato i natali a Jimmy Choo, per dire - è nera e donna. Anche per questo quello che dice è interessante. Il riferimento, lo studio di caso, è "Scandal", serie tv andata in onda su Fox Life lo scorso anno - e che adesso sta trasmettendo la Rai, credo Rai2 - creata da Shonda Rhimes. Inutile aggiungere che Rhimes è donna e di colore anche lei, circostanza che aumenta ancora l'interesse, soprattutto in funzione del fatto che la creazione di Rhimes è una di quelle che rappresentano un esempio letterario del momento. Di quelle serie che hanno creato un nuovo e contemporaneo, tutto in divenire, riferimento di letteratura, per le dinamiche esistenziali che si innescano e per le pennellate di umanità con cui si colorano i personaggi - questo si è detto già, e non solo qua.

La protagonista del telefilm è Olivia Pope - impersonata dall'attrice Kerry Washington - che di lavora fa l'avvocato di cause enormi, in cui i protagonisti sono tutti pezzi grossi dell'establishment americano e spesso è coinvolto anche il Presidente, di cui Olivia è stata amante durante la campagna elettorale e ogni tanto ancora non disdegna la sua compagnia. Ma la trama conta relativamente in questo discorso.

Adewunmi parla della metodologia costruttiva di alcune serie di successo - per esempio "Sex and the City" - in cui esiste un personaggio hub attorno a cui ruotano tutti gli altri e tutto il dipanarsi della trama. Nel caso di "Sex and the City", l'hub è ovviamente Carrie: senza di lei, in effetti, tutto avrebbe un altro sapore. Che già di per sé è una considerazione interessante dal punto di vista della critica letteraria, ma allargata al caso di "Scandal", diventa anche una questione di costumi sociali - nel caso in cambiamento, forse.

Adewumni definisce Olivia Pope non solo un hub per la serie, ma per la televisione nel suo complesso. Quell'avvocato, donna e di colore, che in un colloquio con il potentissimo padre - dal quale lei si è voluta slacciare per autodeterminarsi, e c'è riuscita, sia a slacciarsi che ad autodeterminarsi - rivela tutto il perché della domanda del titolo del pezzo: "Perché è ancora innovativo per uno show televisivo come "Scandal" avere una star femminile nera". La risposta sta nelle parole che il padre dice ad Olivia in un dialogo in una puntata della terza stagione. Il padre chiede ad Olivia: "How many times have I told you, you have to be what?" e lei risponde "Twice as good" e aggiunge "To get half of what they have!".

Ecco appunto, la questione è proprio questa: una donna - e di colore - per avere successo deve fare le cose due volte più bene degli altri o delle altre.

E se questo succede in una società multirazziale come quella americana - nel caso trasportata all'interno di una ragionamento di un giornale inglese, ma comunque la questione dell'essere multirazziale non cambia - figuriamoci qui da noi. Dove anche quello del paese vicino è visto come uno straniero. E dove le donne devono apparecchiare la tavole e stendere i panni - e ci si chiede se sia giusta l'intercambiabilità dei ruoli.




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